Legaccio

Ci siamo convinte che si hanno grandi risultati se si è parsimoniose con i colori. Lavorando a maglia o all’uncinetto non è certo il caso di produrre indumenti anonimi, bisogna lasciar sferruzzare anche la fantasia. Siamo affezionate ai punti più classici, il legaccio è morbido e rustico al tempo stesso; gli arabeschi di merletto sono troppo ricercati per le nostre latitudini e per i nostri occhi. Continue Reading →

Particolari

Laura non si stanca mai di osservare: la sua Venezia le dà infinite occasioni di soffermarsi ad ammirare piccoli bassorilievi o colonne con delicate decorazioni scolpite. Il biancore del marmo, la patina del tempo fanno sì che i motivi più complicati, gli ornamenti barocchi non risultino mai eccessivi, anzi lo sguardo rischia di non notare tanti piccoli particolari che testimoniano della ricchezza della Serenissima, dell’amore dei mercanti per case alle quali non era poi così scontato di poter tornare. Continue Reading →

Scarpine comprasi

Laura è esperta nella realizzazione di calzini: ha avuto la migliore maestra di tutto l’Alpago. È un lavoro da nonna, compito che assumerebbe con grande entusiasmo, ma bisogna aspettare, sui nostri cieli volano falchi e cornacchie, ma nessuna cicogna. Acquista di quando in quando bavaglini ricamati e scarpette da neonato. Ovviamente per ora servono solo da campione, “nella vita bisogna saper far tutto” è il motto preferito delle lavoratrici della maglia e dell’uncinetto. Continue Reading →

Tronchi

Quando Cristina ha abbracciato un bagolaro ai giardini pubblici, era per insegnare a Emma la parola: tronco. Lei sembrava non averci fatto caso più di tanto, ma al ritorno dalla passeggiata, più di un’ora dopo, si era stretta allo stesso albero, senza dire nulla, seria e compresa, in un atteggiamento di ascolto. Niente parole, dava l’impressione di aver capito il significato dell’esperienza, di aver intrapreso un percorso iniziatico. Le vie della forza e della vita si trovavano evidentemente appena sotto la corteccia. Continue Reading →

Arcobaleni

Non è questa stagione di arcobaleni, ma di grandi nevicate. Sono i nostri scialli che ricreano il colore, è bello avvolgersi e farsi scaldare da indumenti così facili da lavorare all’uncinetto. A Cristina il tempo non manca, mentre in certe giornate manca la voglia di uscire e il guardaroba si arricchisce di un buon numero di triangoli, grandi e piccoli. Alcuni coprono appena le spalle, altri sono quasi delle coperte. Con i primi si può anche trafficare ai fornelli, mentre i secondi sono adatti alle lunghe sessioni di lettura. Continue Reading →

Vele blu

È un luogo comune pensare e cantare che la felicità e l’ottimismo colorino la vita di rosa. Non solo le ricamatrici, ma anche i ceramisti preferiscono la vita in blu, la tinta del cielo e del mare. In effetti se c’è un ambiente monocromatico è l’oceano, anche se spesso le nuvole e la nebbia portano vaste distese di bianco e i temporali impongono il color piombo, mentre la notte senza stelle annerisce ogni cosa. Continue Reading →

Voci nel bosco

Antichi bassorilievi, fibbie in argento forgiate dalle più diverse culture raffigurano animali in lotta, tigri e leoni che assaltano le loro prede. Appartengono al mondo maschile, all’epica del combattimento, del coraggio e della conquista. Nei ricami le donne lasciano pascolare tranquille pecore e leprotti, timidi ma fiduciosi. Se qualche macchia rovinerà il lino della tovaglietta, il candore dei tovaglioli, non testimonierà di incontri cruenti, ma di tranquilli pomeriggi tra signore che sorseggeranno il tè accompagnato da pasticcini al cioccolato.
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Ladro di ciucci

Babbo Natale è molto amato dai bambini, a condizione che non si presenti di persona. Se compare in carne e ossa suscita una profonda diffidenza, dà l’impressione di vestire panni non suoi, di essere venuto per imbrogliare i piccini che hanno l’ingenuità di credere in lui. Ingenui sì, ma fino ad un certo punto. Si vede benissimo che la barba candida e cotonosa è posticcia. Le sopracciglia non sono bianche.Il finto vecchietto ha una voce innaturale e per di più dichiara di aver portati i doni come premio. Ma quando mai i bimbi sono stati buoni? Vuol forse incentivare un’obbedienza che non è bene concedere?
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Nati con la cuffia

Ci inteneriscono le vecchie cuffiette per neonati, oggi non si usano più, ai piccolini si mettono berrettini caldi e morbidi come le tutine baby-cresci. Le cuffiette di trine, o di cotone finissimo, ricamate bianco su bianco, seguivano perfettamente la rotondità della testina, altrettanto delicata.
Da bambine, a evitare che manifestassimo il nostro affetto con coccole maldestre, ci raccontavano che il cranio alla nascita non è ancora del tutto formato: sono ancora aperte le fontanelle. Continue Reading →

Neve e pecore

Laura e Cristina sono rimaste commosse da un film intitolato Rams: è la storia di due fratelli anziani che superano incomprensioni lunghe cinquant’anni per salvare le loro pecore. Bellissime e cariche di lana bianca, in un paesaggio candido della neve gelata del nord Europa. Per le sorelle i due pastori sono diventati eroi, che non condannerebbero mai quello che a tanti potrebbe sembrare un tratto patologico della loro complicità: comprare lana, matasse per chili e chili, forse quintali. Continue Reading →

Avvento

Il conto alla rovescia inizia il primo di dicembre, nei calendari dell’avvento l’impazienza dell’attesa viene mitigata dalla sorpresina dolce nascosta nella casella di ogni giorno. I bimbi debbono imparare che non è un gioco dell’oca, non puoi avanzare di quattro posizioni per sgranocchiarti quatto cioccolatini in un sol colpo.
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Trapunta

Laura ama i lavori piccoli, si diverte a miniaturizzare gli orsetti, raramente si cimenta in imprese di ampio respiro. È un peccato, perchè, quando lo fa, il risultato la premia: la trapunta in seta ha riscosso l’entusiasmo di tutta la famiglia. I colori sono quelli dell’autunno, di una stagione gioiosa, un tempo di foglie che si posano allegramente al suolo. Lo schema è geometrico: rettangoli ed esagoni si armonizzano in un disegno originale, ha la grazia di una lacca giapponese.
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Bacche

È stata una giornata magica, tiepida e umida, con un cielo grigio che lasciava pascolare le sue nuvole basse sui prati. Le foglie piovevano con un fruscio lieve per atterrare lontano, come aeroplanini di carta. Le talpe devono aver organizzato la lottizzazione del nostro prato: dai mucchietti di terra che lo costellano si deduce che le ospiti sono numerose e felici di un terreno umido e morbido.
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Effetto Vintage

Ai tempi della nostra infanzia ammiravamo molto i bambini cicciotti, quelli che oggi qualsiasi pediatra avrebbe messo in dieta. Cicciotti e imbacuccati, perchè in montagna faceva freddo e non esistevano le tutine imbottite e impermeabilizzate. I neonati erano tutti vestiti di lana e dal momento che per gli indumenti non veniva ancora applicato il concetto: usa e getta, loro ingrassavano nei completini fatti ai ferri da mamme e nonne e quando non ci stavano proprio più, l’indumento passava al cuginetto o al fratello minore. Continue Reading →

Acqua alta

D’autunno Venezia è grigia, del grigio nobile dei marmi, degli edifici antichi, della nebbia e della pioggia. L’acqua ricorda ai Veneziani che è lei la padrona, e tutti sperano che si accontenti di scendere lieve, rigando delle sue gocce cristalline finestre ben chiuse. Quello che fa paura è un mare, addomesticato, incanalato, ovunque presente e quindi non costretto da alti argini. Continue Reading →

Sentiero

La luce autunnale comincia a penetrare nel bosco, molte foglie sono già cadute. Il sottobosco sta perdendo il verde delle erbe, le foglie rapidamente acquistano il colore della terra. Gli alberi che il maltempo aveva divelto sono stati tagliati e ricompare nitido il sentiero che divide il prato dalla zona più scoscesa, ove il pendio sale ripido sino al cocuzzolo. Continue Reading →

Frammenti

A volte i pizzi hanno per base una rete fragile, il filo con i decenni si indebolisce e senza grossi strapazzi cede, il più delle volte nel corso delle fasi del lavaggio. Abbiamo a volte il dilemma se preferiamo per i nostri merletti antichi la macchia o il buco. A volte la candeggina fa miracoli, ma spesso ereditiamo piccoli capolavori già gravemente danneggiati.
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Sacchi e patate

Un sacco di patate: ecco cosa è diventato il lavoro all’uncinetto di Cristina, iniziato per la voglia di usare un bel gomitolo di corda artigianale. Lei ne è abbastanza soddisfatta, anche se nel nome le sembra di cogliere qualcosa di dispregiativo: sacco di patate non ha un’aria graziosa, non ha nulla a che fare con un pizzo, ma accoglie bene il suo contenuto, estratto da una assai più banale reticella di plastica rossa. Continue Reading →

Tra le foglie

Nel nostro prato gli anemoni autunnali hanno come sfondo un verde meraviglioso: dopo la calura estiva le piogge di settembre hanno ristorato le mille erbe che convivono esuberanti e spesso invadenti. Non è l’esplosione di fiori della primavera, ma il colore rosa spicca nitido tra tanto fogliame diventando il protagonista della nostra giornata grigia e umida. Nulla viene colto, tuttalpiù sfioriamo le piante con fare protettivo.
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Ordine e disordine

Laura e Cristina sono un po’ disordinate, fa parte della loro natura. La cosa non genera particolari problemi, invece è l’aver riposto i loro tessuti in cassapanche, cassetti e altri anfratti a creare non poche complicazioni. Sono il troppo ordine e le troppe stoffe ad allearsi in maniera perversa inibendo le ricerche e alla fin fine non si sa dove guardare, nulla salta fuori con quella esuberanza tipica degli oggetti fuori posto. Continue Reading →