Al centro

Sembra che non esista un centro dell’Universo, è probabile che nella sua immensità esso si espanda all’infinito. Il sogno di ogni essere umano è quello di essere il centro del mondo, ambizione che, appartenendo alla sfera dei desideri più infantili, non vede mai la sua realizzazione, né geografica, né affettiva. Noi donne desideriamo più che mai rifugiarci in un luogo tranquillo, periferico rispetto ai mille problemi che ci circondano, ma centrato sul nostro mondo interiore, a volte più l’occhio di un ciclone che un luogo veramente sicuro. Continue Reading →

Fiori di melo

Laura ha portato dall’Irlanda due regali per Cristina: un paio di bellissime calze di lana vede, dove pascola un felice gregge di pecore (lavorare ai ferri è bellissimo, ma anche le macchine da maglieria fanno miracoli), e le foto di un melo fiorito. Per la maggior parte delle persone incontrare un melo non rappresenta un’esperienza significativa, per noi invece è una gioia da condividere. I suoi fiori hanno una grazia particolare, il bianco ha sfumature rosa che sembrano dare ai petali una consistenza, una compattezza che il delicato, bianchissimo, mandorlo non possiede. Continue Reading →

Animaletti

Gli oggetti che ci sono più cari vanno trattati con cura. La nostra collezione di animaletti in legno racchiude tutta la pazienza e la poesia del signor Giacinto: per sopportare meglio gli acciacchi dell’età avanzata aveva trovato tra il traforo e la colla un passaggio segreto che lo portava nel mondo dell’infanzia. Gli oggettini che ci ha regalato sono così fragili che è impensabile persino spolverarli, così restano riposti nella scatola dei giochi attendendo che ci si ricordi di loro. Hanno superato i vent’anni senza recare le tracce del tempo, anche se è un pò un peccato non averli sempre a disposizione. Continue Reading →

Freddo e fiori

È tornato il freddo e noi siamo tornate ai nostri maglioni pesanti. Laura non per questo ha rinunciato ad un clima interiore mite e primaverile: sullo sfondo anonimo del più comune dei punti a maglia, sono fiorite corolle sgargianti in gran quantità. Il cielo grigio, con sfumature plumbee, induce Cristina alla massima austerità del nero: le sta bene, i capelli bianchi hanno una loro luce, ma ammira la sorella che ha il coraggio di sfoggiare colori vivaci, esibendo un ricamo che ha tutta l’ingenuità dei lavori di una volta, quando non eravamo ancora invasi da una miriade di immagini, da una cornucopia di specie botaniche. Continue Reading →

Gallo e gallina

Anche i vispi galletti, come le uova, sono un simbolo della primavera. Ispirano ricami con colori vivaci, come vivace e battagliero è il loro carattere. La tradizione vuole che ci sia un solo gallo nel pollaio a causa dell’irriducibile ostilità tra maschi, ma sospettiamo che le ragioni siano altre: uno è necessario per avere i pulcini, gli altri, raggiunta l’età adatta, finiscono in pentola, più saporiti delle loro compagne, che debbono la loro provvisoria incolumità a ciò che depongono ogni mattina senza far chiasso. Continue Reading →

Spettacoli consueti

Abbiamo sempre in questa stagione il desiderio di curiosare nel pollaio. La curiosità infatti non si rivolge solo a cose e avvenimenti sconosciuti: ogni anno nascono i pulcini, eppure quando li sentiamo pigolare ci sembra che annuncino una gioiosa novità. La chioccia non si stanca mai di covare e di vegliare poi protettiva su quegli esserini che, per quanto indifesi, sono già in grado di becchettare a destra e a manca. Continue Reading →

Pulcini

Le uova rappresentano la nascita del cosmo in culture antichissime, dal medioevo sono simbolo di resurrezione: sembrano senza vita come i sassi per via del loro guscio inorganico, ma contengono esserini in formazione. Nei vecchi ricami i pulcini sono molto simili ai bimbi, teneri e innocenti, capaci di rinnovare la sorpresa per i doni della primavera. Continue Reading →

Petali

Gli alberi fioriti hanno sempre un aspetto fragile: il gelo può danneggiarli seriamente e il vento, facendo nevicare una miriade di petali, sembra tormentarli, quasi fosse anch’esso un crudele emissario dell’inverno. Anche se ci è poco gradito l’inesorabile progredire del tempo, osserviamo con gioia come i minuscoli frutti, che non hanno più bisogno dell’opera degli insetti, si sbarazzino della loro veste stupenda per avviarsi a maturazione. Continue Reading →

Coriandoli

A Laura probabilmente sono piaciute molto le mascherine che, fingendosi Zorro, Supermen e coccinelle, hanno sparso ovunque manciate di coriandoli. Lei non si è soffermata a guardare le sofisticate mise degli adulti, i suoi sguardi erano tutti per quei nanerottoli buffi che vestivano bene i costumi da pulcini perché, ad accentuare le loro rotondità, indossavano il pannolone e trotterellavano pieni di allegria, già consapevoli di essere un divertimento per tutti. Continue Reading →

Fiori d’inverno

Dire che il nocciolo è in fiore è esatto, anche se vedendolo ben pochi riterrebbero la sua una fioritura. Eppure a suo tempo avremo le nocciole, o, per meglio dire le vedremo fino a quando saranno verdine e tenere, a maturazione spariranno, e le ritroveremo a terra, gusci vuoti e leggeri. Non ci dispiace, infatti riteniamo una gran fortuna poter ammirare gli scoiattoli meno timidi che vengono a cercar cibo vicino alla nostra casetta. Continue Reading →

Risveglio

In primavera la vita rinasce, i bucaneve non trovano il gelo ad accoglierli, però per spuntare debbono riuscire a liberarsi del cappuccio formato dalle foglie che, cadute in autunno, si sono unite in un tappeto compatto. Anche gli anemoni se la cavano bene, come pulcini che bucano il guscio. Gli ellebori ci hanno accolte con un’aria malaticcia, gli steli piegati, ma ci siamo preoccupate per loro inutilmente: al mattino hanno un risveglio difficile, ma durante la giornata il loro portamento cambia e potrebbero rappresentare l’orgoglio del più esigente dei fioristi. Continue Reading →

Caleidoscopio

Il patchwork richiede pazienza, ma quando vediamo una stoffa, più stoffe che promettono di comporre geometrie nuove, troviamo tempo e modo di realizzare l’opera. Preferiamo cucire a mano, la lentezza dell’esecuzione aumenta il fascino del lavoro, punto dopo punto, la nostra pazienza rimane nascosta nel rovescio, sotto la fodera o l’impuntura. Abbiamo realizzato tovaglie che da decenni ci fanno compagnia, sempre presenti nel salotto, a coprire tavoli che solo raramente vengono apparecchiati. Continue Reading →

Legaccio

Ci siamo convinte che si hanno grandi risultati se si è parsimoniose con i colori. Lavorando a maglia o all’uncinetto non è certo il caso di produrre indumenti anonimi, bisogna lasciar sferruzzare anche la fantasia. Siamo affezionate ai punti più classici, il legaccio è morbido e rustico al tempo stesso; gli arabeschi di merletto sono troppo ricercati per le nostre latitudini e per i nostri occhi. Continue Reading →

Particolari

Laura non si stanca mai di osservare: la sua Venezia le dà infinite occasioni di soffermarsi ad ammirare piccoli bassorilievi o colonne con delicate decorazioni scolpite. Il biancore del marmo, la patina del tempo fanno sì che i motivi più complicati, gli ornamenti barocchi non risultino mai eccessivi, anzi lo sguardo rischia di non notare tanti piccoli particolari che testimoniano della ricchezza della Serenissima, dell’amore dei mercanti per case alle quali non era poi così scontato di poter tornare. Continue Reading →

Scarpine comprasi

Laura è esperta nella realizzazione di calzini: ha avuto la migliore maestra di tutto l’Alpago. È un lavoro da nonna, compito che assumerebbe con grande entusiasmo, ma bisogna aspettare, sui nostri cieli volano falchi e cornacchie, ma nessuna cicogna. Acquista di quando in quando bavaglini ricamati e scarpette da neonato. Ovviamente per ora servono solo da campione, “nella vita bisogna saper far tutto” è il motto preferito delle lavoratrici della maglia e dell’uncinetto. Continue Reading →

Tronchi

Quando Cristina ha abbracciato un bagolaro ai giardini pubblici, era per insegnare a Emma la parola: tronco. Lei sembrava non averci fatto caso più di tanto, ma al ritorno dalla passeggiata, più di un’ora dopo, si era stretta allo stesso albero, senza dire nulla, seria e compresa, in un atteggiamento di ascolto. Niente parole, dava l’impressione di aver capito il significato dell’esperienza, di aver intrapreso un percorso iniziatico. Le vie della forza e della vita si trovavano evidentemente appena sotto la corteccia. Continue Reading →

Arcobaleni

Non è questa stagione di arcobaleni, ma di grandi nevicate. Sono i nostri scialli che ricreano il colore, è bello avvolgersi e farsi scaldare da indumenti così facili da lavorare all’uncinetto. A Cristina il tempo non manca, mentre in certe giornate manca la voglia di uscire e il guardaroba si arricchisce di un buon numero di triangoli, grandi e piccoli. Alcuni coprono appena le spalle, altri sono quasi delle coperte. Con i primi si può anche trafficare ai fornelli, mentre i secondi sono adatti alle lunghe sessioni di lettura. Continue Reading →

Vele blu

È un luogo comune pensare e cantare che la felicità e l’ottimismo colorino la vita di rosa. Non solo le ricamatrici, ma anche i ceramisti preferiscono la vita in blu, la tinta del cielo e del mare. In effetti se c’è un ambiente monocromatico è l’oceano, anche se spesso le nuvole e la nebbia portano vaste distese di bianco e i temporali impongono il color piombo, mentre la notte senza stelle annerisce ogni cosa. Continue Reading →

Voci nel bosco

Antichi bassorilievi, fibbie in argento forgiate dalle più diverse culture raffigurano animali in lotta, tigri e leoni che assaltano le loro prede. Appartengono al mondo maschile, all’epica del combattimento, del coraggio e della conquista. Nei ricami le donne lasciano pascolare tranquille pecore e leprotti, timidi ma fiduciosi. Se qualche macchia rovinerà il lino della tovaglietta, il candore dei tovaglioli, non testimonierà di incontri cruenti, ma di tranquilli pomeriggi tra signore che sorseggeranno il tè accompagnato da pasticcini al cioccolato.
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Ladro di ciucci

Babbo Natale è molto amato dai bambini, a condizione che non si presenti di persona. Se compare in carne e ossa suscita una profonda diffidenza, dà l’impressione di vestire panni non suoi, di essere venuto per imbrogliare i piccini che hanno l’ingenuità di credere in lui. Ingenui sì, ma fino ad un certo punto. Si vede benissimo che la barba candida e cotonosa è posticcia. Le sopracciglia non sono bianche.Il finto vecchietto ha una voce innaturale e per di più dichiara di aver portati i doni come premio. Ma quando mai i bimbi sono stati buoni? Vuol forse incentivare un’obbedienza che non è bene concedere?
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