La strada del bosco

Laura ha una predilezione per Cappuccetto Rosso, la bimba che ha il coraggio di scegliere la strada del bosco, che come San Francesco parla col lupo e che fa le domande giuste di fronte a una nonna con le mani troppo grandi, gli occhi troppo grandi e soprattutto una bocca troppo grande. Viene salvata dal cacciatore, un buon papà che invece di inoltrarsi nel bosco alla ricerca di cinghiali e lepri, si preoccupa per una vecchietta che vive sola. È un po’ paradossale che chi si caccia nei guai abbia bisogno di un cacciatore per uscirne, e soprattutto che per evitare che l’esperienza si ripeta, debba promettere di diventare ubbidiente. Quando mai! Continue Reading →

I colori del vetro

Visitare una vetreria a Murano stimola la curiosità, se poi si tratta di una vecchia fabbrica e vi è una gran quantità di materiale non più utilizzato, si scatena anche la fantasia. Cosa potremmo fare di tutte le bellissime bacchette di vetro colorato? A Laura sono parse doppiamente preziose, come cimeli di un passato artigiano e come possibile base per ardite sperimentazioni. Così ha lasciato la vetreria con un gran saccchetto di perle, ma la vista di tanto vetro semilavorato ha risvegliato il suo animo di artista. Continue Reading →

Via dei Matti n. 0

Una sciarpa tarlata che destino può avere? La lana è bella, il nero il rosso e il verde sono ancora vivi, possiamo uccidere il colore? Così abbiamo chiamato in rinforzo altri colori, vivaci, allegri, abbiamo lavorato con tanti gomitolini e, abbiamo proceduto, mattone dopo mattone, facilitate dalla quadrettatura del tessuto. Continue Reading →

Collane

Laura si sta dedicando a infilar perle per fare collane, lavorando all’uncinetto sete lucide e sottili. I fili sono morbidi e una semplice catenella garantisce che i piccoli cristalli dello stesso colore siano ben distanziati. Una spagnoletta è sufficiente per tre o quattro giri, se poi si abbinano più collane il risultato è allegro ed elegante. Sui leggeri vestiti estivi le perline scivolano leggere come goccioline d’acqua, formando lucide cascatelle. Continue Reading →

Murrine all’uncinetto

Fare un centrino può, a livello simbolico, avere tante implicazioni, consce e inconsce. È sperare che il tempo dei centrini non sia del tutto tramontato: soprammobili (inutili) si fanno ammirare su arabeschi di pizzo, bianchi e tondi come atolli corallini (coronamento dell’inutile). È divertirsi usando fili sottilissimi e disegni complicati, senza dover esercitasi nella pazienza di Penelope: i centrini sono piccoli. È reinventare una cosa che la tradizione ripropone secondo schemi collaudati, allora l’ambizione è di fare il centrino unico, ma non irripetibile, potrebbero nascerne tanti uguali per inaugurare un filone nuovo. Continue Reading →

Due messe

Laura e Cristina non rinunceranno mai alla loro complicità, a rifiutare con un sorrisetto malizioso alcuni ammonimenti di quell’ottima educazione impartita loro durante l’infanzia. Se oggi è difficile suscitare un qualche interesse nella mente dei bambini, ai nostri tempi venivamo messe in guardia dai pericoli cui ci esponeva la nostra curiosità. Oggi non ci soffermiamo più per capire se il serpentello che abbiamo disturbato sia una vipera o un esemplare innocuo, il nostro interesse si rivolge a oggetti che non ci esporrebbero ad alcun rischio, se la sindrome dell’acquisto compulsivo non fosse stata da tempo individuata come una patologia piuttosto seria. Continue Reading →

Un cesto accettato

Non tutte le nostre azioni rispondono alla logica dell’utilità e del profitto. Cristina tanti anni fa aveva acquistato un grande cesto di vimini siciliano, con un manico solido e ben intrecciato che avrebbe potuto sostenere una decine di chili di arance. Nella casa di città era assolutamente fuori contesto, ci stava più o meno come ci sarebbe stato un asino in salotto. Ben conservato in soffitta per decine d’anni, è stato poi a lungo lucidato e impregnato d’olio paglierino, per venir abbandonato a lato del cassonetto. Continue Reading →

Piccoli miracoli

Dai balconi della nostra città spesso cadono piccole rosette di foglie, pronte ad attecchire sulla prima zolla di terreno fertile che incontrano. Finiscono sulla pietra e sul cemento e il loro destino è essere calpestate, perdendo quella prodigiosa capacità di rimanere vive nonostante il loro stelo reciso. Quando le incontriamo noi le salviamo: basta appoggiarle accanto a piantine non troppo esuberanti, che tollerino la loro compagnia, e loro ci aiutano ad avere vasi zeppi di verde. Fioriscono in giallo in inverno, accontentandosi di un poco di sole. Continue Reading →

Al centro

Sembra che non esista un centro dell’Universo, è probabile che nella sua immensità esso si espanda all’infinito. Il sogno di ogni essere umano è quello di essere il centro del mondo, ambizione che, appartenendo alla sfera dei desideri più infantili, non vede mai la sua realizzazione, né geografica, né affettiva. Noi donne desideriamo più che mai rifugiarci in un luogo tranquillo, periferico rispetto ai mille problemi che ci circondano, ma centrato sul nostro mondo interiore, a volte più l’occhio di un ciclone che un luogo veramente sicuro. Continue Reading →

Animaletti

Gli oggetti che ci sono più cari vanno trattati con cura. La nostra collezione di animaletti in legno racchiude tutta la pazienza e la poesia del signor Giacinto: per sopportare meglio gli acciacchi dell’età avanzata aveva trovato tra il traforo e la colla un passaggio segreto che lo portava nel mondo dell’infanzia. Gli oggettini che ci ha regalato sono così fragili che è impensabile persino spolverarli, così restano riposti nella scatola dei giochi attendendo che ci si ricordi di loro. Hanno superato i vent’anni senza recare le tracce del tempo, anche se è un pò un peccato non averli sempre a disposizione. Continue Reading →

Vele blu

È un luogo comune pensare e cantare che la felicità e l’ottimismo colorino la vita di rosa. Non solo le ricamatrici, ma anche i ceramisti preferiscono la vita in blu, la tinta del cielo e del mare. In effetti se c’è un ambiente monocromatico è l’oceano, anche se spesso le nuvole e la nebbia portano vaste distese di bianco e i temporali impongono il color piombo, mentre la notte senza stelle annerisce ogni cosa. Continue Reading →

Ladro di ciucci

Babbo Natale è molto amato dai bambini, a condizione che non si presenti di persona. Se compare in carne e ossa suscita una profonda diffidenza, dà l’impressione di vestire panni non suoi, di essere venuto per imbrogliare i piccini che hanno l’ingenuità di credere in lui. Ingenui sì, ma fino ad un certo punto. Si vede benissimo che la barba candida e cotonosa è posticcia. Le sopracciglia non sono bianche.Il finto vecchietto ha una voce innaturale e per di più dichiara di aver portati i doni come premio. Ma quando mai i bimbi sono stati buoni? Vuol forse incentivare un’obbedienza che non è bene concedere?
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Nati con la cuffia

Ci inteneriscono le vecchie cuffiette per neonati, oggi non si usano più, ai piccolini si mettono berrettini caldi e morbidi come le tutine baby-cresci. Le cuffiette di trine, o di cotone finissimo, ricamate bianco su bianco, seguivano perfettamente la rotondità della testina, altrettanto delicata.
Da bambine, a evitare che manifestassimo il nostro affetto con coccole maldestre, ci raccontavano che il cranio alla nascita non è ancora del tutto formato: sono ancora aperte le fontanelle. Continue Reading →

Avvento

Il conto alla rovescia inizia il primo di dicembre, nei calendari dell’avvento l’impazienza dell’attesa viene mitigata dalla sorpresina dolce nascosta nella casella di ogni giorno. I bimbi debbono imparare che non è un gioco dell’oca, non puoi avanzare di quattro posizioni per sgranocchiarti quatto cioccolatini in un sol colpo.
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Frammenti

A volte i pizzi hanno per base una rete fragile, il filo con i decenni si indebolisce e senza grossi strapazzi cede, il più delle volte nel corso delle fasi del lavaggio. Abbiamo a volte il dilemma se preferiamo per i nostri merletti antichi la macchia o il buco. A volte la candeggina fa miracoli, ma spesso ereditiamo piccoli capolavori già gravemente danneggiati.
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Sacchi e patate

Un sacco di patate: ecco cosa è diventato il lavoro all’uncinetto di Cristina, iniziato per la voglia di usare un bel gomitolo di corda artigianale. Lei ne è abbastanza soddisfatta, anche se nel nome le sembra di cogliere qualcosa di dispregiativo: sacco di patate non ha un’aria graziosa, non ha nulla a che fare con un pizzo, ma accoglie bene il suo contenuto, estratto da una assai più banale reticella di plastica rossa. Continue Reading →

Ordine e disordine

Laura e Cristina sono un po’ disordinate, fa parte della loro natura. La cosa non genera particolari problemi, invece è l’aver riposto i loro tessuti in cassapanche, cassetti e altri anfratti a creare non poche complicazioni. Sono il troppo ordine e le troppe stoffe ad allearsi in maniera perversa inibendo le ricerche e alla fin fine non si sa dove guardare, nulla salta fuori con quella esuberanza tipica degli oggetti fuori posto. Continue Reading →

Licheni

Le scogliere di Cliffs of Moher sono uno degli spettacoli più affascinati dell’Irlanda. Cristina però soffre di vertigini e dopo aver fotografato gli strapiombi di roccia nera spruzzata dalla spuma di onde impetuose, ha trovato confortante ammirare i bianchi licheni che decoravano i lastroni di pietra posti a confine dei pascoli. Continue Reading →

Conflitti in cucina

Cucinare che passione! La cucina e il ricamo entrano in conflitto per un problema di non facile risoluzione. È molto bello che a cibi deliziosi sia concesso l’onore di tovaglie finemente ricamate, ma poi quei golosi dei commensali mancano di precauzioni e le macchiano. Bisognerebbe cucinare senza grassi, pensando non tanto ai livelli di colesterolo nel sangue, quanto ai danni immediati causati ai nostri lini. Certo se si bandisce la frutta, il sugo di pomodoro, la curcuma e il curry si rischia di far pessima cucina. Continue Reading →

Come un velo

Il tulle è il tessuto dei veli, trasparente ma misterioso protettore della riservatezza femminile, quella profana, capace di sorrisi e seduzione. Chi invece prende il velo per farne una scelta di vita, riceve un tessuto pesante, candido e inamidato: è una vera barriera, un muro di separazione. Il tulle è aereo, ondeggia gentile nella brezza, diventa una tenda palpitante, arricchita sulla balza da ricami che la appesantiscono, così non vola via. È effimero come le ali di una farfalla, il sole lo rende fragile, la disattenzione lo strappa. Rimangono così i ricami, solidi, ma alla deriva in un mare di buchi. Continue Reading →