Elena Pellegrini

Corredo a cento

Ester mi ha mostrato dei bellissimi ricami ereditati da nonna Elena che aveva posseduto un “corredo a cento”, composto da cento lenzuola, cento asciugamani, cento tovaglie e così via. Lei morì diciottenne nel dare alla luce il suo primo bambino ed è possibile ricordarla solo come una giovane sposa.

Rimasta sconosciuta al figlio e alle nipoti, la si può immaginare con lunghi, nerissimi capelli da donna calabrese mentre ricama, affidandosi alle più rosee speranze. Cento lenzuola non sembrano appartenere alla quotidianità, ma già alla dimensione di ciò che è eterno, il loro candore ne fa un’immagine abbagliante e astratta di perfezione. Profumati di bucato, i lini serbano il segreto delle cose antiche e al contempo sempre nuove e bene si accostano all’immagine di una madre che conserva in tutti i ritratti il volto della giovinezza, mentre la dimensione della perdita e del dolore appartiene ormai a un remoto passato.

What Others Are Saying

  1. ester lattari set 22, 2012 at 07:32

    I corredi, soprattutto quelli a cento, richiedevano un lavoro di anni, non solo della futura sposa che cominciava a ricamare da bambina (ricordiamo che, assieme alla musica, il ricamo era, per le ragazze di famiglie nobili di un tempo, l’unica occupazione), ma anche di madre, sorelle cugine, governanti ecc. Anche se, ovviamente veniva usato dalla coppia rimaneva comunque qualcosa di personale della sposa che lo lasciava poi alle figlie, assieme a quello della madre e delle sorelle rimaste nubili. Ecco perché diventava un corredo a cento.

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