Bottoni vari

Due messe

Laura e Cristina non rinunceranno mai alla loro complicità, a rifiutare con un sorrisetto malizioso alcuni ammonimenti di quell’ottima educazione impartita loro durante l’infanzia. Se oggi è difficile suscitare un qualche interesse nella mente dei bambini, ai nostri tempi venivamo messe in guardia dai pericoli cui ci esponeva la nostra curiosità. Oggi non ci soffermiamo più per capire se il serpentello che abbiamo disturbato sia una vipera o un esemplare innocuo, il nostro interesse si rivolge a oggetti che non ci esporrebbero ad alcun rischio, se la sindrome dell’acquisto compulsivo non fosse stata da tempo individuata come una patologia piuttosto seria.

Quando Laura ha sollecitato la gentile merciaia a mostrarle, cercando tra i fondi di bottega, i bottoni più vecchi per sceglierne una bella manciata, ha saputo che la loro presenza in negozio non aveva a che fare col commercio: erano stati lasciati da un figlio devoto che non aveva avuto cuore di buttarli via: sua madre li aveva raccolti negli anni con grande parsimonia. Quindi Laura non diventava acquirente ma erede e in tale ruolo era tenuta a far dire due messe per la gentile signora. Non c’è quindi niente di male se un nuovo contingente di bottoni si è aggiunto alla grande collezione di Laura: le vie del Signore sono infinite.

Scatola di bottoni

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