Blues

Erba alta

Quando giungiamo di sabato mattina, per prima cosa perlustriamo il giardino: nuovi fiori sono sbocciati, altri sono appassiti. Ci incuriosisce sempre l’erba calpestata, immaginiamo il passaggio di animali ma a volte è il vento che strapazza gi steli più fragili e fa prostrare le spighe delle graminacee con gran disordine, senza regalarci le misteriose simmetrie dei cerchi nel grano.

Il passaggio dei cerbiatti è tradito da manciate di piccoli escrementi, a volte ci interroghiamo (più o meno come i setti nani si chiedevano:  “Chi ha mangiato nel mio piattino, chi ha dormito nel mio lettino?”) su chi abbia strappato i boccioli lasciando solo i piccoli fusti sguarniti. Qualche giorno fa è stata avvistata una lepre, spesso i sospettati sono daini, mentre gli scoiattoli si accontentano di spogliare ogni autunno i noccioli da tutti i loro frutti. Le nostre sono piante selvatiche, le nocciole sono piccole e noi le troviamo a terra tutte bucherellate. Le cediamo volentieri ai nostri amici, ma perché c’è chi si mette a brucare i gigli e le rose quando c’è tanta erba in giro?  Molti dei fiori piantati sono stati divorati come si trattasse di un piatto raro e prelibato che la natura non aveva mai finora offerto agli erbivori locali. Noi siamo buongustaie, speriamo almeno li abbiano apprezzati, certo non possiamo presentare loro il conto del fiorista.

 

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