Maggio 1936

Maschio o femmina?

Che gestire la prima infanzia fosse, un centinaio di anni fa, affare esclusivo di donne, lo sapevamo già. Quello che le foto ci raccontano è che gli infanti stessi avevano in sé qualcosa di femmineo: capelli lunghi e boccoli ma soprattutto vestine che ai nostri giorni non verrebbero mai imposte a chi nasce col pisellino. È divertente sfogliare i vecchi album cercando di indovinare il sesso dei piccolissimi, impaludati in tuniche con trine e fiocchetti.

A volte sono i giocattoli a farci supporre la verità,  altre volte è lo sguardo vispo e baldanzoso che ci fa ritenere più probabile l’identità maschile. I maschietti troppo buoni esibivano un’aria candida da femminucce, mentre lo sguardo smarrito e vagamente infelice delle bimbette esprimeva l’iniziale consapevolezza di un’inferiorità che avrebbe senz’altro trovato più di una conferma. Nella nostra foto il più piccolino, che probabilmente ha ereditato la vestina dalla sorella, ha un’aria simpatica e furba, lei tiene in braccio la sua bambola e, guardando bene, più che il suo atteggiamento incuriosisce l’espressione severa della bambola stessa.

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