Libretto

Primi libri

Laura sta preparando un libro per un bimbo molto, molto piccolo. Di stoffa morbida e profumata, può venir leccato ed è perfettamente in grado di affrontare i primi dentini: ogni oggetto è infatti una simpatica scoperta da rosicchiare. Cosa vedono gli occhi di un bimbo? Prima di tutto le proprie mani che si muovono in continuazione, afferrano tutto come animaletti curiosi. Quando gettano qualcosa per terra, non finiscono anch’esse sul pavimento, non rotolano via per nascondersi alla visuale. Restano al loro posto, pronte a scaraventare giù qualcos’altro. È un piacere avere due manine, prima a poi diventeranno obbedienti e sfoglieranno il libro, toccheranno le delicate immagini ricamate da Laura con pazienza, all’inizio è più divertente farlo precipitare dal seggiolone.

Lui atterra senza rumore e quando torna su si offre senza dimostrarsi offeso, come fanno gli oggetti permalosi e vendicativi che chiamano a testimonianza gli adulti, che invocano una punizione, sostenendo che sono stati rotti, invece di ammettere che, per un difetto intrinseco alla loro natura, si sono rotti. Il libretto non ha questo difetto ed è così robusto da poter subire il bucato, nel caso che sia finito nella pappa o rechi le tracce di troppi atterraggi sul pavimento. È più fortunato dei libri di carta, il suo materiale invita meno a quel primo tentativo di creatività e scrittura che è lo scarabocchio a spirale, che ha la violenza di un tornado. Quando i ricami sono stati ultimati, Laura ha posto grande attenzione a non dimenticare aghi infilati nel lavoro, il libretto non deve diventare, come il fuso della Bella Addormentata un ammonimento contro la curiosità infantile, deve anzi aprire ad un mondo di forme e colori.

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