Disegno per punto croce

Redentore

Da piccole non avevamo il permesso di passare la notte del Redentore in barca per vedere i fuochi d’artificio: vedevamo partire gondole, sandali, caorline guarnite di palloncini e frasche e l’unica nostra consolazione era prevedere, come spesso era successo, che nella notte sarebbe giunto un temporale estivo a rendere tragicomiche le avventure dei natanti. Le feste in laguna ci sono sempre sembrate a metà strada tra il grande viaggio e le scampagnate.

Ovviamente si faceva un gran parlare del tempo che poteva rovinare tutto ma nessuno avrebbe rinunciato nemmeno in caso di nubifragio: a luglio si può stare anche bagnati fradici soprattutto se il buon umore è garantito dal buon vino. Tra le tante barche che si toccavano e a volte si urtavano ce n’era sempre una che rischiava di rovesciarsi, una il cui equipaggio doveva recuperare un amico, mai sobrio, che era caduto in acqua tirandosi dietro filari di lampioncini di carta. Non era una festa per turisti, oggi le cose sono cambiate, anche se per i veneziani il Redentore è sempre il Redentore, su questo non ci piove.

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