Campanile con pesci

Riflessi

Dovrebbe essere vietatissimo scrivere sui muri, una buona educazione, quella di una volta che prevedeva una sculacciata di fronte all’evidenze di danneggiamenti gravi, dovrebbe dissuadere i bimbi, da i tre anni in su, dall’estemporaneo progetto di affrescare le pareti di casa. Purtroppo, per non si sa bene quale defaillance della suddetta educazione, esiste un gran numero di giovani che imbrattano le case altrui, le staccionate, le pareti di cemento di sottopassi e cavalcavia.

Il nostro disappunto ha ammesso una sola eccezione: con un tratto sottile un ignoto artista ha raffigurato bombe che viaggiano in orizzontale, come un branco di pesci che esca dal mare, per distruggere una Venezia tradita dai suoi abitanti e abbandonata ai turisti. Il graffito ha la forza primitiva delle raffigurazioni di Altamura, forse è un monito, forse invece è la conferma della distruttività espressa dagli sfregiatori di muri, giovani eredi di un mondo che non piace più tanto nemmeno a noi. Vorremmo restituire loro la città, vera e antica come ancora ci appare riflessa nell’acqua della laguna.

Riflesso

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