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Ritorno a scuola

Laura riprende la scuola, prima di quando cominciava per noi bambine: il primo ottobre. Per noi sarebbe stato impensabile iniziare col bel tempo, a primavera, con i fiori, il verde rinnovato. La scuola aveva un profumo d’autunno, di foglie che cadono, di pioggia e di giornate buie e fredde che aiutavano a studiare. Oggi i bambini hanno libri coloratissimi che trasmettono allegria, i nostri erano abbastanza seri, quelli delle nostre mamme erano tristissimi, lontani anni luce dalle gioie dell’infanzia.

Quando si trovano i vecchi quaderni di quei tempi colpisce la serietà dei primi pensierini, a volte impregnati di un fervore religioso che fa intravedere come nemmeno gli scolari delle elementari fossero esonerati dal pensare alle responsabilità più gravose. Del resto con i polpastrelli macchiati di un inchiostro quasi indelebile ed un grembiule nero veniva spontaneo meditare sulla gravità dei propri peccati. Gli abbecedari ingialliti propongono esempi di bella calligrafia e di prime frasi in linguaggio aulico, così lontano dal parlare comune. Alle nostre mamme saranno senz’altro sembrati una chiave d’accesso ad un mondo astratto e sconosciuto, il mondo dei grandi che si davano del voi, in cui si leggevano libri senza figure. Allora provavano un gran desiderio che suonasse la campanella, che al mondo venissero restituiti suoni e colori.

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