Bambina

Una nonna adottiva

Qualche tempo fa era stato proposto alle famiglie di adottare un nonno, nel progetto di trovare compagnia agli anziani soli. Io, Cristina, ho fatto una cosa un po’ diversa: ho sì adottato una nonna, ma si tratta di una nonna-bambina. L’ho incontrata al solito mercatino del sabato mattino, mi guardava timida da una foto ingiallita. A quel tempo, forse siamo agli inizi del secolo scorso, i bambini non guardavano volentieri nella macchina fotografica, un coso nero e pauroso, la mia nonna invece mi guarda, bucando le barriere del tempo.

Alle sue spalle compaiono nuvoloni molto seri, carichi di romanticismo. Lei ha alle spalle il tempo-atmosferico e nello sguardo un invito a tutto il tempo futuro, quella richiesta di amore che solo l’infanzia sa esprimere se non proprio con fiducia, almeno con un briciolo di speranza. Forse è più una bisnonna che una nonna e, come succede sempre andando molto indietro, la piccola ha una storia immersa nel mistero: rimane un mistero quella briciola di passato che è stata la sua vita sino a quel momento, ed è mistero fitto il suo futuro, che per noi è già un passato remoto. È probabile che questa bambina crescendo avrà imparato a ricamare, avrà iniziato con il punto erba, forse rappresentando un disegno come questo.

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