Pizzo a fuselli

Venezia

Guardando la chiesa della Salute dall’alto del ponte dell’Accademia, mi chiedo come mai non ho ancora parlato di Venezia. Soprattutto all’alba o al tramonto questo è uno spettacolo che mi porta sempre a fermarmi, con un sentimento di pace e di armonia.

Cristina pensa che l’intimità che mi lega alla mia città ne faccia una parte di me, quindi non ho ancora pensato di scriverne, così come non mi soffermo a riflettere sull’aria che respiro. Lei, mestrina senza passione, ha nostalgia dei pomeriggi passati a girare per le calli con Giulia a manina e oggi difficilmente trova occasioni per venirci. Mi chiedo anche come mai Venezia non ha mai ispirato i nostri patchwork. Forse la sua bellezza ha in sé qualcosa di così compiuto da non stimolare l’immaginazione. Le navi invece fanno sognare di un mondo lontano, di mille porti, di spiagge e scogliere. Le barchette veneziane non son fatte per solcare i mari, qualcosa ancora si pesca in laguna e poi ci sono i turisti da portare in giro, l’acqua è tranquilla, si voga in piedi, con un remo solo. Chi vuole comprare una gondoletta può scegliere un delizioso quadretto a pizzo di Burano, mancano i colori, ma la barca sembra così leggera da poter solcare il cielo.

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