Z di Zucca

Z di zappa

I fruttivendoli espongono le prime zucche e noi già pregustiamo quelle vellutate che ci riscalderanno durante tutto l’inverno. Laura fa un nemmeno troppo inconsueto collegamento tra le zucche e i suoi studenti secondo due linee associative: da una parte ci sono le zucche vuote, dall’altra le zucche che ai suoi tempi illustravano l’ultima lettera dell’alfabeto.

Cristina ricorda che sulla candida parete della sua aula non c’era nessun immagine a colori vivaci, quindi impossibile pensare alle Zucche. È sicura del P come Pecora e la Z a che cosa era associata? Nei cartoncini sbiaditi prevalevano i grigi e i blu, c’erano l’Aeroplano e la Nave di un’uniforme tinta piombo e per la Z cosa c’era? La Zappa, onesto strumento di lavoro così rispondente alle necessità didattiche di quei tempi: ora et labora, possibilmente zitti e senza far troppo rumore, niente motoseghe o aggeggi industriali. La Zappa faceva parte di un mondo edificante e prometteva, nel giorno in cui la scuola ci avrebbe concesso immagini a colori, di regalarci una bella Zucca frutto del suo lavoro.

Z di Zappa

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