Foglie

Abbiamo nostalgia del bosco, anche la nostra casetta è abbandonata al freddo, sarebbe troppo complicato scaldarla per evitare che l’acqua, gelando, rovini i tubi. Così l’inverno è padrone assoluto della montagna: è di casa ovunque e arreda il suolo con bellissimi tappeti di foglie. Siamo sempre tentate dal raccoglierle e seccarle, la natura invece le lascia dissolvere per farle rinascere a primavera. Meno male che i fiocchi di cotone possono diventare stoffe resistenti e il desiderio di non lasciar marcire le foglie o appassire i fiori può far nascere ricami e patchwork, da custodirsi dove né la pioggia né le intemperie li possano sciupare. Continue Reading →

Mele

Le mele di montagna non portano quei bollini, che applicati per la prima volta sulle banane, oggi si trovano su quasi tutti i pomi, lucidi e perfetti dei supermercati. Sono picchiettate di puntini neri, che non oltrepassano lo spessore della buccia e sono di un rosso intenso che viene loro dal freddo. Alcune non sono adatte da essere consumate crude, la loro polpa acidula e compatta si sfalda nell’acqua bollente in compagnia di una buccetta di limone, zucchero e cannella. Continue Reading →

Al museo

I paesi anglosassoni hanno bellissimi musei del giocattolo. Nell’ottocento i bimbi ricchi vivevano nelle nursery dove ricevevano le visite dei genitori che li abituavano a vivere un mondo in miniatura, senza sconfinare negli appartamenti degli adulti. I giocattoli esposti al museo compongono ambienti perfetti restituendo l’immagine di un’infanzia giudiziosa e immobile, la fissità dei sorrisi delle bambole ha qualcosa di inquietante, e se nulla allude alla vivacità dei bambini forse non dipende dall’intenzione dei curatori, ma a una scelta ragionevole dei giocattoli da esporre. Continue Reading →

Chicchere e piattini

L’esercito della salvezza e l’associazione che si occupa dei senzatetto hanno bisogno di noi. Noi non dovremmo avere bisogno di altre tazze da tè, le nostre, ben riposte sulle mensole, dormono sonni tranquilli: è sempre più difficile avere l’occasione di conversare con le amiche e anche quando noi sorelle siamo insieme beviamo il caffè nelle solite tazzine bianche senza piattino (mai bevuto un tè, se non in occasione di un paio di episodi di assideramento in montagna). Però fare i regali di Natale e di compleanno è doveroso e se aggiungiamo a questo il dovere di aiutare le associazioni benefiche ci sentiamo del tutto autorizzate a dotarci di ulteriori splendidi esemplari di porcellane, se non antiche, almeno vecchie. Continue Reading →

Rose regine

Un tempo le rose venivano donate come pegno d’amore, erano le regine del corteggiamento, quando ancora parlavano gli sguardi e pudici rossori fiorivano sul pallore del viso. Oggi le giovani olimpioniche scendono in piscina nel periodo del ciclo, i malumori premestruali sono dilagati oltre la settimana che compete loro e il rossore delle gote è un eritema solare o un’allergia. Continue Reading →

Chiocciole

Le chiocciole sono ammesse con gioia al banchetto delle nostre bordure di verde, così esuberanti da nascondere bene qualche margine sbocconcellato. Non amiamo invece le lumache rossicce, invadenti, viscide e velocissime nel riprodursi, non per nulla se ne vanno in giro impudicamente nude. Le chiocciole invece si corteggiano, si abbracciano timidamente restando ognuna a casa sua. Continue Reading →

Colori e confini

Oggi, come un tempo, può succedere che la tinta di un tessuto dilaghi nel corso del bucato e cambi il colore di mutande, canottiere, camicie e strofinacci. Esiste un foglietto di carta capace di acchiappare il colore, ne è avido a tal punto che la biancheria rimane bianca, mentre lui si colora intensamente e va per questo menzionato tra le dieci migliori invenzioni dell’ultimo secolo. A volte i ricami antichi sono circondati da un debole alone, i fili hanno dato vita a disegni raffinati e precisi nei loro contorni, ma poi sono sconfinati sulla tela con gran delusione di colei che li riteneva dei sicuri alleati, docili strumenti della sua creatività. Continue Reading →

Guanciali

Se dormire tra due guanciali assicurasse sogni d’oro, noi potremmo passare in tranquillità il resto dei nostri giorni: abbiamo acquistato al mercatino l’ennesimo paio di fodere con impeccabili orli a giorno e cifre ricamate. Chissà perché si chiama orlo a giorno, dal momento che è stato usato soprattutto per rifinire la biancheria da letto, probabilmente perché la finezza dell’esecuzione richiede occhi buoni e la luce del sole. Continue Reading →

Mondo quadrettato

Il punto croce era importante nell’educazione delle fanciulle: rendeva il mondo quadrettato, scomposto in tanti punti di colore che bisognava riprodurre con assoluta fedeltà. Docilità, pazienza e obbedienza venivano veicolati da schemi arabescati, che si rivelavano semplici a chi decidesse di contare, riga dopo riga, facendo attenzione a non perdere il segno. Si aveva un po’ nostalgia di quegli scarabocchi a spirale, di quei grovigli di linee che nella primissima infanzia rappresentavano ai nostri occhi gli oggetti più disparati ma, una volta realizzato che l’arte astratta richiedeva percorsi ben più complessi, ci si rassegnava a copiare, con l’approvazione di tutti gli adulti. Continue Reading →

Felci

Ogni primavera rimaniamo meravigliate dai germogli delle felci, creature preistoriche che ai primi tepori sprigionano una forza vitale sotto forma di molle che scattano rapidamente per diventare foglie. Vivono nel sottobosco, amano i giochi di luce, ma nemmeno il buio le scoraggia a innalzarsi tra le altre piantine che, rovi a parte, rimangono piccole e timide. I rovi ci hanno lanciato una sfida che abbiamo perduto: più ne strappiamo più loro si espandono. Non sono del tipo che produce le more, hanno steli sottili e robustissimi che strisciano verso la luce, facendoci inciampare per poi atterrare sul manto morbido delle foglie secche. Continue Reading →

Ancora neve

La nostra casetta nelle Prealpi Bellunesi è a circa 600 m di quota, ma per noi è in montagna, non ci sogneremo mai di pensare che siamo in collina. Ci ricorda troppo i luoghi della nostra infanzia che a buon diritto rientravano nella fascia montana, superando, anche se di poco i mille metri. Le stesse primule nascono a mazzetti gialli e teneri, le stesse viole fanno dense macchie di un colore bellissimo, lo stesso bosco ceduo copre i dolci rilevi. Una differenza sostanziale c’è, ma concorre a farci sentire in montagna: qui vediamo le vette alpine, aspre, rocciose e coperte di neve. Continue Reading →

Uno sfondo

Certi pizzi hanno la perfezione dei fiocchi di neve: bianchi, aerei, imprigionano foglie e fiori in un’atmosfera di ghiaccio. A noi piacciono molto, questo è ovvio, meno ovvio è decidere cosa farne. Non siamo in grado di incastonarli in tende o tovaglie e poi, dopo aver resistito per decenni conservando il loro candore, non meritano di subire l’insulto di macchie di tutti i colori o di andare incontro ad una fine impercettibile ma progressiva, venendo ingrigiti nel giro di pochi mesi dall’inquinamento atmosferico. Continue Reading →

Lana mohair

Non ci stancheremo mai di fare sciarpe, è un lavoro rilassante e non necessariamente ripetitivo: esistono tanti punti e, anche regalandosi le lane più pregiate, non si spende mai una cifra eccessiva. Il mohair ha una resa eccezionale, lavorato con ferri molto grossi, produce una specie di nuvola. Certo, richiede una certa concentrazione, con un filo così sottile può succedere di perdere una maglia. Continue Reading →

Alla fiera

Mentre Laura sceglieva tra una gamma infinita di colori tenui i rotolini di tessuto da acquistare, Cristina andava soggetta a quella, che in mancanza di un termine più appropriato, potremmo definire crisi mistica: vedeva in quei cerchietti, in quelle spirali un miracolo di vita, l’insieme le sembrava una coltura cellulare o una piastra inseminata di batteri. Stava facendo un viaggio nell’infinitamente piccolo, come se stesse guardando negli oculari di un microscopio, per scoprire che in una goccia d’acqua possono nascondersi milioni di esserini che, impregnati di coloranti vitali, esibiscono tinte vivaci e allegre. Continue Reading →

Primi libri

Laura sta preparando un libro per un bimbo molto, molto piccolo. Di stoffa morbida e profumata, può venir leccato ed è perfettamente in grado di affrontare i primi dentini: ogni oggetto è infatti una simpatica scoperta da rosicchiare. Cosa vedono gli occhi di un bimbo? Prima di tutto le proprie mani che si muovono in continuazione, afferrano tutto come animaletti curiosi. Quando gettano qualcosa per terra, non finiscono anch’esse sul pavimento, non rotolano via per nascondersi alla visuale. Restano al loro posto, pronte a scaraventare giù qualcos’altro. È un piacere avere due manine, prima a poi diventeranno obbedienti e sfoglieranno il libro, toccheranno le delicate immagini ricamate da Laura con pazienza, all’inizio è più divertente farlo precipitare dal seggiolone. Continue Reading →

Orme

La laguna di Venezia ghiacciò nel 1929, nel 1985 e nel 2012. Le nevicate sono meno rare, non servono temperature polari per vedere la città spolverata di bianco. A nostro parere è una veste che non le si addice, l’acqua deve restare acqua, il grigio della nebbia e della pioggia non guasta, ma il biancore ci sembra troppo vistoso, è come un velo da sposa sul capo di una vecchia signora. Continue Reading →

In vetro

Tra i materiali che accumuliamo per i nostri probabili e improbabili lavori ad ago, ferri e uncinetto i bottoni hanno un ruolo del tutto particolare. Molti ci piacciono così come sono: conservati in vasi trasparenti, lucidi e colorati, sembrano caramelle. I barattoli allineati in bella vista fanno allegria, si può pensare di prelevare un esemplare ogni tanto, non ci sogniamo certo di rinunciare alla nostra collezione, anche qualora i nostri progetti prevedessero di fornire a qualche centinaio di asole i bottoni di adeguata grandezza. Continue Reading →

Berrettino

Laura è molto orgogliosa della piccola nata a un suo simpatico collega, il suo senso di appartenenza al corpo scolastico le fa condividere l’evento, lei non avrebbe nulla in contrario se, come nella repubblica di Platone, le menti più elevate condividessero la prole e tutti si considerassero genitori. La piccola è davvero bellissima: un visino perfetto, una testina tonda tonda. Continue Reading →

Nebbia e mimose

Sono diventati sempre più rari i giorni di nebbia fitta, quando il cielo e il mare si dissolvono nel grigio e sembra di essere nel nulla, i rumori giungono ovattati e i battelli emettono cupi avvertimenti: navigare diviene pericoloso e senza radar si rischia la collisione. Ai veneziani la nebbia un po’ piace, avvolge, rende intima la città: si vedono meno i colori sgargianti, i cumuli di cianfrusaglie che una volta si chiamavano “ricordini” e oggi si comprano senza nemmeno pensarci su un istante, non ricordano nulla e nemmeno servono a qualcosa. Si vedono meno anche i turisti, persi in una magica dissolvenza. Continue Reading →

Scegliere

Scegliere: operazione necessaria ma non facile quando Cristina si trova in uno dei luoghi dove si comprerebbe tutto: la sezione lane di Liberty, favoloso negozio di Londra, dove tutto è carissimo, ma esposto con un gusto aristocratico e raffinato. Lo sguardo è compiaciuto delle bellissime balconate in legno che a ogni piano circondano il cortile interno, fortunatamente è un piacere estetico disinteressato, mentre sono gli oggetti in vendita, che in linea di massima non è sensato acquistare, a mettere in tentazione. Continue Reading →