Per non dimenticare

Anni fa sono stati confezionati migliaia di patchwork per ricordare i morti di AIDS, per lo più giovani, e quei lavori fanno immaginare la cura con cui le madri conservano i loro ricordi in camere ormai vuote, che non ha più senso continuare a decorare. Allora i patchwork, come un fiume colorato hanno tappezzato le strade, perché l’amore non muore. Continue Reading →

Dormire d’autunno

 

In montagna il tetto a doppio spiovente ha travi e rivestimento di legno, a noi veneziane sembra la pancia di una barca rovesciata. Il cielo bussa nelle giornate di poggia, il ticchettio a volte è lieve, a volte impetuoso, ma né acqua né vento possono entrare. Continue Reading →

Vestire gli alberi

La cucina di montagna è piuttosto piccola e quasi sempre preferiamo scaldare i cibi già pronti, ad eccezione delle mele  e delle patate americane che cuociono a perfezione nel forno della stufa economica e delle zuppe lasciate borbottare dolcemente nella pentola di ghisa. Abbiamo due colapasta in smalto, uno rosso e uno bianco, molto decorativi ma non è per questo che sono stati acquistati.

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San Martino

San Martin xe ‘ndà in sofita
a trovar ea so’ novissa

so’ novissa no ghe gera

San Martin col cul par tera

 Urlata il più possibile, accompagnata da un forsennato battere di mestoli su coperchi, questa cantilena è al centro dei festeggiamenti dell’undici novembre a Venezia. I nostri bimbi non hanno visetti sporchi, né buchi nei maglioni, ma fanno di tutto per comporre masnade sgangherate di piccoli accattoni che cantano a squarciagola.

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Calzetti dell’Alpago

Alla festa del patrono, le nonne, con le spalle coperte da scialli a ruota nemmeno tanto vecchi, sferruzzano con i cinque ferri. Le più fedeli alla tradizione usano lane grezze che rendono i loro bellissimi manufatti assolutamente importabili: pizzicano da morire. Continue Reading →