Carote e ravanelli

Non sempre le ricamatrici più brave hanno avuto a disposizione una bella tavolozza di colori, o tele finissime, di un candore abbagliante, a volte è colpa del tempo se le tinte si spengono, dando ai lavori forse più fascino, ma meno freschezza. Ogni volta che ammiriamo le carote, i ravanelli e i cavoli della nostra tovaglietta, così perfetti, così allegri, desidereremmo che il “nostra”, questo possessivo che sta a indicare che essa è uscita da un nostro cassetto, stesse anche a significare che il ricamo è stato opera delle nostre mani. Continue Reading →

Per sempre

Non è facile prevedere se un nostro lavoro avrà vita lunga o breve, se perirà per quelle patologie che possono affliggere anche gli oggetti inanimati: la lana si tarma, i coprivassoi di pizzo si macchiano, il filo dei centrini si spezza, aprendo ferite difficilmente suturabili. Noi siamo tentate a conservare tutto come in un museo, ma le nostre opere vogliono vivere, non si accontentano di un sonno perenne tra palline di naftalina: la lana vuol essere indossata e scaldarci, i coprivassoi vogliono conoscere le deliziose tazzine da caffè, i centrini, bè almeno i centrini più delicati finiscono sotto vetro, non ce ne vogliano, ci sono troppo cari e poi odiamo il concetto di soprammobile appoggiato sulle trine. Continue Reading →

Fiori in prestito

La nostra siepe è fiorita di giallo e di bianco: gialle le Rosa x cantabrigiensis, bianchi ovviamente i biancospini che diffondono un profumo delicato ma stranamente denso, come venisse da una nuvola di cipria, inebriante. Per gli insetti il polline è cibo, ma a guardare dal numero di coleotteri e farfalle che ronzano tutt’intorno, forse ha più l’effetto di una droga da sniffare.

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Punto croce

Non richiede nessuna abilità ed è allegro: il punto croce può riempire la tela di colori, mentre il punto erba è come una matita, segna i contorni, traccia i disegni. Ideali sono i cotoni a trama grossa, che consentono di contare facilmente i fili della trama e dell’ordito e che possono venir appesantiti da un ricamo fitto. Una volta, quando ricamare era un’arte, il punto croce veniva eseguito anche con un ago finissimo e un tessuto impalpabile, creando piccole macchie di colore, non più grandi di quegli insettini che in montagna si lasciano attirare dal candore delle nostre tovaglie. Continue Reading →

Esercizio

La immaginiamo non più bambina, ma non ancora adolescente, insofferente all’obbligo del ricamo, che ai suoi tempi, forse sessant’anni fa, ha fatto bisticciare tante fanciulle con l’ago e il filo. Forse a scuola durante l’ora di applicazioni tecniche le è stata imposta la realizzazione di imparaticci tradizionali, le si è insegnato il rammendo, magnificando le virtù delle brave massaie. Continue Reading →