Al museo

I paesi anglosassoni hanno bellissimi musei del giocattolo. Nell’ottocento i bimbi ricchi vivevano nelle nursery dove ricevevano le visite dei genitori che li abituavano a vivere un mondo in miniatura, senza sconfinare negli appartamenti degli adulti. I giocattoli esposti al museo compongono ambienti perfetti restituendo l’immagine di un’infanzia giudiziosa e immobile, la fissità dei sorrisi delle bambole ha qualcosa di inquietante, e se nulla allude alla vivacità dei bambini forse non dipende dall’intenzione dei curatori, ma a una scelta ragionevole dei giocattoli da esporre.

Le bambole ammaccate, gli orsetti spelacchiati e le casette terremotate sono oggetti d’affezione, ma non meritano di figurare in bella mostra dove ci si aspetta di trovare solo il meglio di un’epoca. Ammirare e non toccare, più generazioni ci separano dai trenini e dalle trottole, da deliziosi giocattoli artigianali, manca la plastica coloratissima e indistruttibile che oggi è al centro delle frenetiche attività dei nostri piccolini.

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