Al museo

I paesi anglosassoni hanno bellissimi musei del giocattolo. Nell’ottocento i bimbi ricchi vivevano nelle nursery dove ricevevano le visite dei genitori che li abituavano a vivere un mondo in miniatura, senza sconfinare negli appartamenti degli adulti. I giocattoli esposti al museo compongono ambienti perfetti restituendo l’immagine di un’infanzia giudiziosa e immobile, la fissità dei sorrisi delle bambole ha qualcosa di inquietante, e se nulla allude alla vivacità dei bambini forse non dipende dall’intenzione dei curatori, ma a una scelta ragionevole dei giocattoli da esporre. Continue Reading →

Bambole in libertà

Laura e Cristina amano condividere con le amiche le loro passioni: il lavoro artigianale e la lettura. Si sono formati, con impegno ma anche con una certa spontaneità gruppi rigorosamente al femminile, senza però che si sia decisa nessuna esclusione: mariti, fratelli, figli, conoscenti ed amici non si sognano nemmeno di immergersi in atmosfere tutte rosa. Tra noi il rosa è il colore dell’ottimismo e della condivisione. Ieri le bambole di Laura hanno goduto di un pomeriggio di libertà, sfuggendo a quella reclusione resa necessaria dalla loro tendenza a invadere tutti gli spazi di casa (sono tante!) e hanno partecipato a un pomeriggio con le amiche, celebrate dal libro che Cristina ha scritto per loro. Continue Reading →

Ladro di ciucci

Babbo Natale è molto amato dai bambini, a condizione che non si presenti di persona. Se compare in carne e ossa suscita una profonda diffidenza, dà l’impressione di vestire panni non suoi, di essere venuto per imbrogliare i piccini che hanno l’ingenuità di credere in lui. Ingenui sì, ma fino ad un certo punto. Si vede benissimo che la barba candida e cotonosa è posticcia. Le sopracciglia non sono bianche.Il finto vecchietto ha una voce innaturale e per di più dichiara di aver portati i doni come premio. Ma quando mai i bimbi sono stati buoni? Vuol forse incentivare un’obbedienza che non è bene concedere?
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Neve e pecore

Laura e Cristina sono rimaste commosse da un film intitolato Rams: è la storia di due fratelli anziani che superano incomprensioni lunghe cinquant’anni per salvare le loro pecore. Bellissime e cariche di lana bianca, in un paesaggio candido della neve gelata del nord Europa. Per le sorelle i due pastori sono diventati eroi, che non condannerebbero mai quello che a tanti potrebbe sembrare un tratto patologico della loro complicità: comprare lana, matasse per chili e chili, forse quintali. Continue Reading →

Effetto Vintage

Ai tempi della nostra infanzia ammiravamo molto i bambini cicciotti, quelli che oggi qualsiasi pediatra avrebbe messo in dieta. Cicciotti e imbacuccati, perchè in montagna faceva freddo e non esistevano le tutine imbottite e impermeabilizzate. I neonati erano tutti vestiti di lana e dal momento che per gli indumenti non veniva ancora applicato il concetto: usa e getta, loro ingrassavano nei completini fatti ai ferri da mamme e nonne e quando non ci stavano proprio più, l’indumento passava al cuginetto o al fratello minore. Continue Reading →

Prêt-à-porter

Il nostro abbigliamento è comodo, il nostro stile è rilassato. Siamo un po’ cicciotte e alla nostra età ci stà, abbiamo un’aria di salute, non nascondiamo i capelli bianchi. Non è così per le bambole e gli orsetti di Laura: loro seguono la moda! Ovviamente interessano le tendenze dell’abbigliamento per l’infanzia, hanno capi eleganti, anche perchè fortuna vuole che siano giudiziosi e non sporchino le vestine, così minuziosamente lavorate a maglia da Laura.

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Una nuova favola

Laura, scienziata dei nostri tempi, porge a Cristina una scatola dal coperchio trasparente, che dimostra, più di ogni spiegazione o discorso, i progressi del suo lavoro. Sotto il vetro appare una miriade di creaturine sorridenti, tutte identiche, prova evidente dell’avvenuta clonazione di Cappuccetto Rosso. Anche i lupi si assomigliano molto tra di loro, ma il fatto è del tutto normale: sono un branco. È nei visetti umani che si palesa il miracolo dell’Identico replicato all’infinito, adesso starebbe a Cristina inventare una nuova favola per loro. Continue Reading →

Scarpette

In tanti film romantici, per comunicare all’amato che sta per diventare padre, la futura mamma gli mette sotto il naso con commozione un paio di scarpette da neonato. Ignoranti o istruite, semplici o complicate, le donne sanno sempre prima di tutti se è in arrivo la cicogna, mente gli uomini, impegnati a scoprire la circonferenza della Terra o la distanza da Marte, rimangono invariabilmente stupiti davanti a quelle famose scarpette, o ad analoghi oggetti che sul registro del simbolico vengono incaricati di annunziare la grande novità. Continue Reading →

Vestire gli orsetti

Immaginate un po’ che una famiglia di orsi si svegli a primavera e, dopo aver annusato il profumo dei fiori e ascoltato lo sgocciolio della neve, scopra di essere vestita di tutto punto: pantaloni, giacca, berretto. Continue Reading →

Vestire la Barbie

Nelle loro infinite vite parallele le Barbie possono trovarsi ad avere nonne e bisnonne. Nel loro mondo eternamente giovane si insinua allora uno stile di abbigliamento assolutamente démodé e ci chiediamo con quali sentimenti le algide fanciulle si trovino impaludate in vestitini di lana a sacco di color calzino. Continue Reading →

Millenovecentoventidue

È cosa risaputa che i cani assomigliano ai loro padroni. L’intelligenza è duttile e l’amore unisce. È meno teorizzato ma altrettanto vero che le bambole assomigliano alle loro mammine. Ci siamo chieste se siano i genitori a sceglierle cogliendo quest’affinità, ma ciò non può essere vero per i tempi andati. Continue Reading →

Ora solare

Quando eravamo bambine avevamo un sonno molto pesante e la sveglia del mattino ci avvertiva di quanto sarebbe stato faticoso diventare grandi. Imploravamo qualche minutino in più tra le coperte in un calduccio che adesso non avvertiamo più. Solo la montagna, col fuoco ardente del camino e qualche spiffero di freddo che fa desiderare il soffice piumone, ci regala il sonno della prima infanzia. Continue Reading →

L’amore non vuol chiacchiere

I due bambini che si baciano sono perfetti: lui protende le braccia verso di lei che lo accoglie con le mani in grembo, timida e affettuosa al tempo stesso. È lo sfondo che fa indietreggiare la scenetta nel tempo, la tela è ingiallita, con macchie purtroppo indelebili. Continue Reading →

Trapuntare

Poche sono le ricamatrici italiane che si dedicano al trapunto. Portate definitivamente in soffitta le pesanti coperte imbottite di lana che esibivano un trapunto eseguito per lo più a grossi rombi, un lavoro da materassai, stiamo scoprendo le  tradizioni provenienti da altri paesi, da America e Inghilterra, ove il quilt  è da sempre usato per rifinire bellissimi patchwork, o dalla  Provenza ove il piqué spesso arabescava delicatamente il bianco o il beige. Continue Reading →

Guanti bianchi e calzini traforati

Le bambine della nostra generazione hanno avuto i guanti bianchi, non solo per la prima comunione ma anche per accompagnare i vestiti più eleganti. Noi li detestavamo, erano una versione garbata della camicia di forza: non potevi fare praticamente nulla senza sporcarli. Continue Reading →

Occhi rossi

Evitare che i propri soggetti fotografici esibiscano occhi rossi che rendono inquietante anche il sorriso più innocente è un problema da fotografi. In linea di principio Cristina non capiva perché Laura avesse scelto bottoncini color rubino per le sue bambole, dato che aveva azzurri, nocciola e neri per sguardi lucidi e brillanti. Anche la piccola che avrebbe avuto un bel vestitino scarlatto poteva benissimo avere capelli fiammeggianti, ma occhi profondi dai riflessi corvini. Continue Reading →

Maschio o femmina?

Che gestire la prima infanzia fosse, un centinaio di anni fa, affare esclusivo di donne, lo sapevamo già. Quello che le foto ci raccontano è che gli infanti stessi avevano in sé qualcosa di femmineo: capelli lunghi e boccoli ma soprattutto vestine che ai nostri giorni non verrebbero mai imposte a chi nasce col pisellino. È divertente sfogliare i vecchi album cercando di indovinare il sesso dei piccolissimi, impaludati in tuniche con trine e fiocchetti. Continue Reading →

Befane

La Befana vien di notte,

con le scarpe tutte rotte,

il vestito alla romana,

viva, viva la Befana!

È la festa del travestimento, nella totale sconfitta di quel narcisismo che impone i suoi canoni di bellezza. Lei è tutta contenta di essere brutta, male in arnese, e vecchia: vecchia come il mondo! Continue Reading →

B di bambola

A scuola per la B avevamo la bandiera italiana, allora i bambini erano patriottici e pieni di devozione religiosa. Non c’era ancora nessun barlume di contestazione, nessuno poteva immaginare che un giorno sarebbero stati messi in forse i crocefissi sulle pareti di ogni aula. Continue Reading →

Fine delle vacanze

Cristina è appena tornata dalle vacanze, ha lavorato ad un bel plaid arancione per tutto il viaggio di ritorno, grazie all’aria condizionata nell’auto. L’Autostrada del Sole ha offerto paesaggi bellissimi e tutti gli incolti, per il gran caldo e la siccità, avevano il colore giallo del grano maturo. Il lavoro all’uncinetto era stato abbandonato all’arrivo in Sicilia e ripreso solo al momento di ripartire, faceva troppo caldo per la lana. Il gomitolino di cotone che doveva sostituirlo era andato smarrito, appena superato lo stretto di Messina si era volatilizzato. Quindici giorni assolutamente inoperosi, a guardare il cielo, ad annusare le cimette dei fiori di finocchietto selvatico, a respirare il profumo del vento: ma così non va bene! Continue Reading →