Al museo

I paesi anglosassoni hanno bellissimi musei del giocattolo. Nell’ottocento i bimbi ricchi vivevano nelle nursery dove ricevevano le visite dei genitori che li abituavano a vivere un mondo in miniatura, senza sconfinare negli appartamenti degli adulti. I giocattoli esposti al museo compongono ambienti perfetti restituendo l’immagine di un’infanzia giudiziosa e immobile, la fissità dei sorrisi delle bambole ha qualcosa di inquietante, e se nulla allude alla vivacità dei bambini forse non dipende dall’intenzione dei curatori, ma a una scelta ragionevole dei giocattoli da esporre. Continue Reading →

Chicchere e piattini

L’esercito della salvezza e l’associazione che si occupa dei senzatetto hanno bisogno di noi. Noi non dovremmo avere bisogno di altre tazze da tè, le nostre, ben riposte sulle mensole, dormono sonni tranquilli: è sempre più difficile avere l’occasione di conversare con le amiche e anche quando noi sorelle siamo insieme beviamo il caffè nelle solite tazzine bianche senza piattino (mai bevuto un tè, se non in occasione di un paio di episodi di assideramento in montagna). Però fare i regali di Natale e di compleanno è doveroso e se aggiungiamo a questo il dovere di aiutare le associazioni benefiche ci sentiamo del tutto autorizzate a dotarci di ulteriori splendidi esemplari di porcellane, se non antiche, almeno vecchie. Continue Reading →

Alla fiera

Mentre Laura sceglieva tra una gamma infinita di colori tenui i rotolini di tessuto da acquistare, Cristina andava soggetta a quella, che in mancanza di un termine più appropriato, potremmo definire crisi mistica: vedeva in quei cerchietti, in quelle spirali un miracolo di vita, l’insieme le sembrava una coltura cellulare o una piastra inseminata di batteri. Stava facendo un viaggio nell’infinitamente piccolo, come se stesse guardando negli oculari di un microscopio, per scoprire che in una goccia d’acqua possono nascondersi milioni di esserini che, impregnati di coloranti vitali, esibiscono tinte vivaci e allegre. Continue Reading →

Primi libri

Laura sta preparando un libro per un bimbo molto, molto piccolo. Di stoffa morbida e profumata, può venir leccato ed è perfettamente in grado di affrontare i primi dentini: ogni oggetto è infatti una simpatica scoperta da rosicchiare. Cosa vedono gli occhi di un bimbo? Prima di tutto le proprie mani che si muovono in continuazione, afferrano tutto come animaletti curiosi. Quando gettano qualcosa per terra, non finiscono anch’esse sul pavimento, non rotolano via per nascondersi alla visuale. Restano al loro posto, pronte a scaraventare giù qualcos’altro. È un piacere avere due manine, prima a poi diventeranno obbedienti e sfoglieranno il libro, toccheranno le delicate immagini ricamate da Laura con pazienza, all’inizio è più divertente farlo precipitare dal seggiolone. Continue Reading →

Berrettino

Laura è molto orgogliosa della piccola nata a un suo simpatico collega, il suo senso di appartenenza al corpo scolastico le fa condividere l’evento, lei non avrebbe nulla in contrario se, come nella repubblica di Platone, le menti più elevate condividessero la prole e tutti si considerassero genitori. La piccola è davvero bellissima: un visino perfetto, una testina tonda tonda. Continue Reading →

Nebbia e mimose

Sono diventati sempre più rari i giorni di nebbia fitta, quando il cielo e il mare si dissolvono nel grigio e sembra di essere nel nulla, i rumori giungono ovattati e i battelli emettono cupi avvertimenti: navigare diviene pericoloso e senza radar si rischia la collisione. Ai veneziani la nebbia un po’ piace, avvolge, rende intima la città: si vedono meno i colori sgargianti, i cumuli di cianfrusaglie che una volta si chiamavano “ricordini” e oggi si comprano senza nemmeno pensarci su un istante, non ricordano nulla e nemmeno servono a qualcosa. Si vedono meno anche i turisti, persi in una magica dissolvenza. Continue Reading →

Una buona azione

I bambini di oggi hanno raramente la possibilità di fare buone azioni, non vengono loro più richieste e fortunatamente non esiste più il mito dell’eroe in pantaloncini corti, tipo piccola Vedetta Lombarda. Laura ha una proposta che, cadendo in periodo natalizio, è dolce e gentile. Esistono orsetti abbandonati che, dopo aver passato decenni nei cassetti, sono stati offerti nei mercatini. A volte sono spelacchiati, non è il soggiorno negli armadi che li ha rovinati, ma le coccole precedenti. Laura si intenerisce e confeziona per loro maglioncini e pantaloni. Continue Reading →

La strada del bosco

Laura ha una predilezione per Cappuccetto Rosso, la bimba che ha il coraggio di scegliere la strada del bosco, che come San Francesco parla col lupo e che fa le domande giuste di fronte a una nonna con le mani troppo grandi, gli occhi troppo grandi e soprattutto una bocca troppo grande. Viene salvata dal cacciatore, un buon papà che invece di inoltrarsi nel bosco alla ricerca di cinghiali e lepri, si preoccupa per una vecchietta che vive sola. È un po’ paradossale che chi si caccia nei guai abbia bisogno di un cacciatore per uscirne, e soprattutto che per evitare che l’esperienza si ripeta, debba promettere di diventare ubbidiente. Quando mai! Continue Reading →

I colori del vetro

Visitare una vetreria a Murano stimola la curiosità, se poi si tratta di una vecchia fabbrica e vi è una gran quantità di materiale non più utilizzato, si scatena anche la fantasia. Cosa potremmo fare di tutte le bellissime bacchette di vetro colorato? A Laura sono parse doppiamente preziose, come cimeli di un passato artigiano e come possibile base per ardite sperimentazioni. Così ha lasciato la vetreria con un gran saccchetto di perle, ma la vista di tanto vetro semilavorato ha risvegliato il suo animo di artista. Continue Reading →

Via dei Matti n. 0

Una sciarpa tarlata che destino può avere? La lana è bella, il nero il rosso e il verde sono ancora vivi, possiamo uccidere il colore? Così abbiamo chiamato in rinforzo altri colori, vivaci, allegri, abbiamo lavorato con tanti gomitolini e, abbiamo proceduto, mattone dopo mattone, facilitate dalla quadrettatura del tessuto. Continue Reading →

Collane

Laura si sta dedicando a infilar perle per fare collane, lavorando all’uncinetto sete lucide e sottili. I fili sono morbidi e una semplice catenella garantisce che i piccoli cristalli dello stesso colore siano ben distanziati. Una spagnoletta è sufficiente per tre o quattro giri, se poi si abbinano più collane il risultato è allegro ed elegante. Sui leggeri vestiti estivi le perline scivolano leggere come goccioline d’acqua, formando lucide cascatelle. Continue Reading →

Murrine all’uncinetto

Fare un centrino può, a livello simbolico, avere tante implicazioni, consce e inconsce. È sperare che il tempo dei centrini non sia del tutto tramontato: soprammobili (inutili) si fanno ammirare su arabeschi di pizzo, bianchi e tondi come atolli corallini (coronamento dell’inutile). È divertirsi usando fili sottilissimi e disegni complicati, senza dover esercitasi nella pazienza di Penelope: i centrini sono piccoli. È reinventare una cosa che la tradizione ripropone secondo schemi collaudati, allora l’ambizione è di fare il centrino unico, ma non irripetibile, potrebbero nascerne tanti uguali per inaugurare un filone nuovo. Continue Reading →

Due messe

Laura e Cristina non rinunceranno mai alla loro complicità, a rifiutare con un sorrisetto malizioso alcuni ammonimenti di quell’ottima educazione impartita loro durante l’infanzia. Se oggi è difficile suscitare un qualche interesse nella mente dei bambini, ai nostri tempi venivamo messe in guardia dai pericoli cui ci esponeva la nostra curiosità. Oggi non ci soffermiamo più per capire se il serpentello che abbiamo disturbato sia una vipera o un esemplare innocuo, il nostro interesse si rivolge a oggetti che non ci esporrebbero ad alcun rischio, se la sindrome dell’acquisto compulsivo non fosse stata da tempo individuata come una patologia piuttosto seria. Continue Reading →

Un cesto accettato

Non tutte le nostre azioni rispondono alla logica dell’utilità e del profitto. Cristina tanti anni fa aveva acquistato un grande cesto di vimini siciliano, con un manico solido e ben intrecciato che avrebbe potuto sostenere una decine di chili di arance. Nella casa di città era assolutamente fuori contesto, ci stava più o meno come ci sarebbe stato un asino in salotto. Ben conservato in soffitta per decine d’anni, è stato poi a lungo lucidato e impregnato d’olio paglierino, per venir abbandonato a lato del cassonetto. Continue Reading →

Piccoli miracoli

Dai balconi della nostra città spesso cadono piccole rosette di foglie, pronte ad attecchire sulla prima zolla di terreno fertile che incontrano. Finiscono sulla pietra e sul cemento e il loro destino è essere calpestate, perdendo quella prodigiosa capacità di rimanere vive nonostante il loro stelo reciso. Quando le incontriamo noi le salviamo: basta appoggiarle accanto a piantine non troppo esuberanti, che tollerino la loro compagnia, e loro ci aiutano ad avere vasi zeppi di verde. Fioriscono in giallo in inverno, accontentandosi di un poco di sole. Continue Reading →

Al centro

Sembra che non esista un centro dell’Universo, è probabile che nella sua immensità esso si espanda all’infinito. Il sogno di ogni essere umano è quello di essere il centro del mondo, ambizione che, appartenendo alla sfera dei desideri più infantili, non vede mai la sua realizzazione, né geografica, né affettiva. Noi donne desideriamo più che mai rifugiarci in un luogo tranquillo, periferico rispetto ai mille problemi che ci circondano, ma centrato sul nostro mondo interiore, a volte più l’occhio di un ciclone che un luogo veramente sicuro. Continue Reading →

Animaletti

Gli oggetti che ci sono più cari vanno trattati con cura. La nostra collezione di animaletti in legno racchiude tutta la pazienza e la poesia del signor Giacinto: per sopportare meglio gli acciacchi dell’età avanzata aveva trovato tra il traforo e la colla un passaggio segreto che lo portava nel mondo dell’infanzia. Gli oggettini che ci ha regalato sono così fragili che è impensabile persino spolverarli, così restano riposti nella scatola dei giochi attendendo che ci si ricordi di loro. Hanno superato i vent’anni senza recare le tracce del tempo, anche se è un pò un peccato non averli sempre a disposizione. Continue Reading →

Vele blu

È un luogo comune pensare e cantare che la felicità e l’ottimismo colorino la vita di rosa. Non solo le ricamatrici, ma anche i ceramisti preferiscono la vita in blu, la tinta del cielo e del mare. In effetti se c’è un ambiente monocromatico è l’oceano, anche se spesso le nuvole e la nebbia portano vaste distese di bianco e i temporali impongono il color piombo, mentre la notte senza stelle annerisce ogni cosa. Continue Reading →

Ladro di ciucci

Babbo Natale è molto amato dai bambini, a condizione che non si presenti di persona. Se compare in carne e ossa suscita una profonda diffidenza, dà l’impressione di vestire panni non suoi, di essere venuto per imbrogliare i piccini che hanno l’ingenuità di credere in lui. Ingenui sì, ma fino ad un certo punto. Si vede benissimo che la barba candida e cotonosa è posticcia. Le sopracciglia non sono bianche.Il finto vecchietto ha una voce innaturale e per di più dichiara di aver portati i doni come premio. Ma quando mai i bimbi sono stati buoni? Vuol forse incentivare un’obbedienza che non è bene concedere?
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Nati con la cuffia

Ci inteneriscono le vecchie cuffiette per neonati, oggi non si usano più, ai piccolini si mettono berrettini caldi e morbidi come le tutine baby-cresci. Le cuffiette di trine, o di cotone finissimo, ricamate bianco su bianco, seguivano perfettamente la rotondità della testina, altrettanto delicata.
Da bambine, a evitare che manifestassimo il nostro affetto con coccole maldestre, ci raccontavano che il cranio alla nascita non è ancora del tutto formato: sono ancora aperte le fontanelle. Continue Reading →