Nati con la cuffia

Ci inteneriscono le vecchie cuffiette per neonati, oggi non si usano più, ai piccolini si mettono berrettini caldi e morbidi come le tutine baby-cresci. Le cuffiette di trine, o di cotone finissimo, ricamate bianco su bianco, seguivano perfettamente la rotondità della testina, altrettanto delicata.
Da bambine, a evitare che manifestassimo il nostro affetto con coccole maldestre, ci raccontavano che il cranio alla nascita non è ancora del tutto formato: sono ancora aperte le fontanelle. Continue Reading →

Avvento

Il conto alla rovescia inizia il primo di dicembre, nei calendari dell’avvento l’impazienza dell’attesa viene mitigata dalla sorpresina dolce nascosta nella casella di ogni giorno. I bimbi debbono imparare che non è un gioco dell’oca, non puoi avanzare di quattro posizioni per sgranocchiarti quatto cioccolatini in un sol colpo.
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Frammenti

A volte i pizzi hanno per base una rete fragile, il filo con i decenni si indebolisce e senza grossi strapazzi cede, il più delle volte nel corso delle fasi del lavaggio. Abbiamo a volte il dilemma se preferiamo per i nostri merletti antichi la macchia o il buco. A volte la candeggina fa miracoli, ma spesso ereditiamo piccoli capolavori già gravemente danneggiati.
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Sacchi e patate

Un sacco di patate: ecco cosa è diventato il lavoro all’uncinetto di Cristina, iniziato per la voglia di usare un bel gomitolo di corda artigianale. Lei ne è abbastanza soddisfatta, anche se nel nome le sembra di cogliere qualcosa di dispregiativo: sacco di patate non ha un’aria graziosa, non ha nulla a che fare con un pizzo, ma accoglie bene il suo contenuto, estratto da una assai più banale reticella di plastica rossa. Continue Reading →

Ordine e disordine

Laura e Cristina sono un po’ disordinate, fa parte della loro natura. La cosa non genera particolari problemi, invece è l’aver riposto i loro tessuti in cassapanche, cassetti e altri anfratti a creare non poche complicazioni. Sono il troppo ordine e le troppe stoffe ad allearsi in maniera perversa inibendo le ricerche e alla fin fine non si sa dove guardare, nulla salta fuori con quella esuberanza tipica degli oggetti fuori posto. Continue Reading →

Licheni

Le scogliere di Cliffs of Moher sono uno degli spettacoli più affascinati dell’Irlanda. Cristina però soffre di vertigini e dopo aver fotografato gli strapiombi di roccia nera spruzzata dalla spuma di onde impetuose, ha trovato confortante ammirare i bianchi licheni che decoravano i lastroni di pietra posti a confine dei pascoli. Continue Reading →

Conflitti in cucina

Cucinare che passione! La cucina e il ricamo entrano in conflitto per un problema di non facile risoluzione. È molto bello che a cibi deliziosi sia concesso l’onore di tovaglie finemente ricamate, ma poi quei golosi dei commensali mancano di precauzioni e le macchiano. Bisognerebbe cucinare senza grassi, pensando non tanto ai livelli di colesterolo nel sangue, quanto ai danni immediati causati ai nostri lini. Certo se si bandisce la frutta, il sugo di pomodoro, la curcuma e il curry si rischia di far pessima cucina. Continue Reading →

Come un velo

Il tulle è il tessuto dei veli, trasparente ma misterioso protettore della riservatezza femminile, quella profana, capace di sorrisi e seduzione. Chi invece prende il velo per farne una scelta di vita, riceve un tessuto pesante, candido e inamidato: è una vera barriera, un muro di separazione. Il tulle è aereo, ondeggia gentile nella brezza, diventa una tenda palpitante, arricchita sulla balza da ricami che la appesantiscono, così non vola via. È effimero come le ali di una farfalla, il sole lo rende fragile, la disattenzione lo strappa. Rimangono così i ricami, solidi, ma alla deriva in un mare di buchi. Continue Reading →

Al Museo di Storia Naturale

Il Museo di Storia Naturale di Dublino ha un’aria di altri tempi, di quando non c’erano i film e i documentari ad illustrare ai bambini la vita degli animali. Se lo avessimo visitato da piccole saremmo uscite piangendo: sono animali veri, ma non sono vivi, nemmeno i pulcini e i cucciolotti così ben impagliati da suscitare una grande tenerezza. Ci saremmo consolate coccolando i nostri orsacchiotti, confezionati con finta pelliccia e quindi diventati docili senza che nessuno avesse dovuto ucciderli perché si offrissero al nostro sguardo senza scapparsene via, o morderci. Meglio vedere i prodigi della natura al cinema o in televisione, senza che nè noi nè loro si corra alcun rischio. Continue Reading →

Melograno

Nei ricami troviamo rappresentate molte cose, a volte essi esprimono una passione quasi infantile per il disegno e allora il punto erba è come una matita colorata che traccia nitidi contorni, a volte prevalgono una stilizzazione più elegante e il gusto per intrecci complicati che ricordano i nodi celtici o le decorazioni orientali. Gli arabeschi richiedono per la loro realizzazione una maestria, un’eleganza che rivelano quella professionalità, quella precisione che oggi solo pochi artigiani possiedono. Il nostro lino decorato con volute e melograni è solo un frammento, il suo viaggio nel tempo non lo ha lasciato indenne, noi vorremmo valorizzarlo, non sappiamo ancora come. Continue Reading →

Senza macchia

Abbiamo una tovaglietta sulla quale sono ricamati fiori gentili, palliducci ma perfetti, sia per l’esecuzione a punto pieno, sia per l’armonia dei mazzetti, non troppo grandi, non troppo vistosi. La precedente proprietaria non l’ha mai usata, è perfetta e nemmeno noi oseremmo offrire un tè appoggiando le tazze sul candido cotone. La cerimonia dell’ospitalità non sarà una cerimonia del tè, già la nostra tovaglietta fa pensare al sol levante, allo stile giapponese, il tè è superfluo. Per festeggiare l’incontro con le nostre amiche offriremo biscotti, abbiamo tutta una chincaglieria di ciotole e alzatine, vanno benissimo e non macchiano. Continue Reading →

Pulizie Liberty

Lo stile Liberty è adattissimo per i ricami, linee sinuose e fiori compongono impeccabili intrecci e volute flessuose. Niente a che fare con scope e ramazze, direbbero gli storici dell’arte, ma il loro sapere ha qualche lacuna, ignorano la fantasia sfrenata di casalinghe che, senza l’ambizione di far figurare le proprie opere in gallerie e musei, si accontentano di decorare le tende. Continue Reading →

Tea for three

Stiamo per descrivervi un pomeriggio di perfetta felicità. Già poter bere un tè a Dublino con mamma è per due sorelle, delle quale la più giovane ha sessant’anni, un dono prezioso, se a questo aggiungete un localino indimenticabile, in un grande spazio coperto, contiguo ad un negozio di lane di qualità, avete tutti gli ingredienti per immaginare un momento magico. Per Cristina è stato un ritorno, aveva già gustato la torta di mele, circondata da quella luce grigia e protettiva che proveniva dalle altissime vetrate ed era rimasta deliziata dalle stoviglie, tanto da suggerire al gestore del bar sotto casa un radicale cambio di look per il suo caffè.

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Fragole

Una tavola sontuosamente apparecchiata è stata a lungo il sogno delle donne. Non per frivolezza o per narcisismo, ma perchè mangiare insieme è bello, rinsalda i legami familiari, porta l’allegria tra gli amici. Ricamare le tovaglie delle feste è un’impresa lunga e richiede disciplina nell’applicare la geometria, ma nel frattempo si può fantasticare di pranzetti rallegrati, dall’antipasto sino al dessert, da un rincorrersi di fragoline di bosco e foglie, quasi che si fosse in aperta campagna per un picnic.

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Sotto ai bicchieri

Nulla ha gratificato le casalinghe di un tempo quanto le belle stoviglie per apparecchiare la tavola. I sottobicchieri sono deliziosi quanto inutili, se servissero a salvare la tovaglia dalle macchie, bisognerebbe ipotizzare che chi versa il vino sia affetto da tremore o dismetria, a gocciolare sono eventualmente le bottiglie, non i bicchieri. Capita invece che questi si rovescino, nel qual caso il sottobicchiere non può impedire al liquido di dilagare. Certo, se il sottobicchiere è decorato e fa pendant con la tovaglia aumenta il piacere di un buon pranzetto, fiori e candele non guastano, c’è chi mette il pane su un piattino d’argento.

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Famiglia

Alle bambine piace tanto inventare una famiglia fatta di mamme e di bambole, da che mondo è mondo i padri sono assenti: lavorano. Sono famigliole che possono intessere relazioni tra loro, basate su un chiacchiericcio fitto fitto che denota modi saccenti e notevoli competenze su come allevare una prole che si guarda bene dal fare qualcosa di più che aprire e chiudere gli occhi o piangere se le si toglie il ciuccio di bocca. Quando si scaricano le batterie i bambolotti non fanno più nemmeno quello e infine, va notato, si guardano bene dal crescere. Continue Reading →

Panno lenci

Il panno lenci è una stoffa ottenuta infeltrendo la lana, non ha trama nè ordito e gli orli non sfilano. Pressato su stampi è stato utilizzato per fabbricare bambole bellissime. In precedenza venivano realizzate in porcellana, quindi erano fredde e delicate, poco adatte a ricevere effusioni infantili. Finalmente la nostra generazione ha ricevuto bambolotti di plastica, indistruttibili, quindi noi ci siamo incaricate di maltrattarli per bene, con amore, infliggendo loro tutto il repertorio di cure materne. Continue Reading →

Cuscino

Laura ha un bellissimo cuscino, un tesoro di famiglia che viene dal Portogallo. È lungo lungo, e reca ai due estremi iniziali sontuosamente ricamate. Per noi è un po’ insolito vedere le lettere così lontane tra loro, sono una A e una M. Si è persa la memoria del loro significato. Noi abbiamo pensato che forse ogni iniziale corrispondeva a un nome: A dormiva da una parte del letto, M dall’altra, ognuno riposando su quel vistoso promemoria della propria identità. Continue Reading →

Lacrimucce

Al giorno d’oggi piangono solo i bambini. Un tempo, tanto, tanto tempo fa, piangevano anche le donne: donne e bambini erano associati a una misteriosa e delicata fragilità. Allora i compiti femminili comprendevano l’attesa, non solo nei canonici nove mesi che ancor oggi sono previsti da madre natura, ma erano incaricate anche di vegliare sul destino di uomini assenti, che avevano molte cose da fare. Le loro lacrime esprimevano timori e speranze, spesso dolorose certezze.

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Piccole fiabe

Laura ha sempre amato gli oggetti molto piccoli, le sue collezioni, anche le più numerose sono sempre state raccolte in una sola scatola da scarpe. Per i suoi bottoni ci è voluto un recipiente più grande, sono stati acquistati interi stock, prediligendo le cartine antiche e gli esemplari in plastica trasparente che sembra cristallo. Lei a volte realizza i personaggi delle fiabe, immaginando minuscoli teatrini per bimbi a venire, e allora Cristina riconosce la minuziosa laboriosità che caratterizzava i giochi infantili.

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