Risveglio

In primavera la vita rinasce, i bucaneve non trovano il gelo ad accoglierli, però per spuntare debbono riuscire a liberarsi del cappuccio formato dalle foglie che, cadute in autunno, si sono unite in un tappeto compatto. Anche gli anemoni se la cavano bene, come pulcini che bucano il guscio. Gli ellebori ci hanno accolte con un’aria malaticcia, gli steli piegati, ma ci siamo preoccupate per loro inutilmente: al mattino hanno un risveglio difficile, ma durante la giornata il loro portamento cambia e potrebbero rappresentare l’orgoglio del più esigente dei fioristi. Continue Reading →

Tronchi

Quando Cristina ha abbracciato un bagolaro ai giardini pubblici, era per insegnare a Emma la parola: tronco. Lei sembrava non averci fatto caso più di tanto, ma al ritorno dalla passeggiata, più di un’ora dopo, si era stretta allo stesso albero, senza dire nulla, seria e compresa, in un atteggiamento di ascolto. Niente parole, dava l’impressione di aver capito il significato dell’esperienza, di aver intrapreso un percorso iniziatico. Le vie della forza e della vita si trovavano evidentemente appena sotto la corteccia. Continue Reading →

Voci nel bosco

Antichi bassorilievi, fibbie in argento forgiate dalle più diverse culture raffigurano animali in lotta, tigri e leoni che assaltano le loro prede. Appartengono al mondo maschile, all’epica del combattimento, del coraggio e della conquista. Nei ricami le donne lasciano pascolare tranquille pecore e leprotti, timidi ma fiduciosi. Se qualche macchia rovinerà il lino della tovaglietta, il candore dei tovaglioli, non testimonierà di incontri cruenti, ma di tranquilli pomeriggi tra signore che sorseggeranno il tè accompagnato da pasticcini al cioccolato.
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Bacche

È stata una giornata magica, tiepida e umida, con un cielo grigio che lasciava pascolare le sue nuvole basse sui prati. Le foglie piovevano con un fruscio lieve per atterrare lontano, come aeroplanini di carta. Le talpe devono aver organizzato la lottizzazione del nostro prato: dai mucchietti di terra che lo costellano si deduce che le ospiti sono numerose e felici di un terreno umido e morbido.
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Sentiero

La luce autunnale comincia a penetrare nel bosco, molte foglie sono già cadute. Il sottobosco sta perdendo il verde delle erbe, le foglie rapidamente acquistano il colore della terra. Gli alberi che il maltempo aveva divelto sono stati tagliati e ricompare nitido il sentiero che divide il prato dalla zona più scoscesa, ove il pendio sale ripido sino al cocuzzolo. Continue Reading →

Tra le foglie

Nel nostro prato gli anemoni autunnali hanno come sfondo un verde meraviglioso: dopo la calura estiva le piogge di settembre hanno ristorato le mille erbe che convivono esuberanti e spesso invadenti. Non è l’esplosione di fiori della primavera, ma il colore rosa spicca nitido tra tanto fogliame diventando il protagonista della nostra giornata grigia e umida. Nulla viene colto, tuttalpiù sfioriamo le piante con fare protettivo.
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Bacelli

Noi spesso, nella nostra casetta in montagna, ci sentiamo come un pisello nel suo bacello. È un benessere raccolto, semplice, abbiamo protezione dal vento e dalla pioggia, loro sono là fuori, il primo ulula, la seconda batte sul tetto e noi nel nostro guscio, godendoci il tepore della stufa, siamo in attesa che le patate americane ci avvertano col loro aroma lieve che sono pronte per la tavola.
Ma i piselli stanno poi così bene nel loro bacello? Certo, se nessuno vuole mangiarseli, ma non pensiate che noi esseri umani si faccia come al solito la parte del leone. Continue Reading →

Frutti preziosi

La siepe del nostro giardino questa primavera era una nuvola di fiori, così delicati da sparire dopo un violento acquazzone. Non ci meraviglia dunque se il raccolto è un pò scarso: tre piccole prugne, festeggiate come se permettessero di salvare la loro specie dall’estinzione. Laura si consolerà con i frutti del ribes, pianta piccoletta e protetta dal vento dai grandi cespugli di rose. Lei, nell’impossibilità di imbalsamarle, ha fotografato le tre prugne, a imperitura memoria dell’estate del 2016.  Continue Reading →

Dall’Irlanda

Laura si è innamorata di una rosa incontrata nella strana estate dublinese, freddina e nuvolosa. Lei, la rosa, manifestava una perfetta felicità e, gradendo la pioggerellina, era un rigoglio di fiori e di foglie. La padrona del giardino, nostra coetanea, ha risposto al nostro appello e apparendoci in una deliziosa giacca da casa giapponese, ha tagliato un ramo per noi, accettando in cambio di quel dono la nostra ammirazione. Continue Reading →

Dall’Himalaya

Laura, quando parla di rose, assume l’aria rapita di una nobildonna inglese, soave e disinteressata alla sorte dei comuni mortali. Annusa le corolle profumate, di un bianco con sfumature perlacee e di un pallore aristocratico, come se non venissero baciate quotidianamente dal sole ma si incipriassero tutte le mattine. Se pensate che le rose siano creature delicate, vi sbagliate: non temono i rigori dell’inverno, il torrido agosto non diminuisce la lucentezza delle loro foglie e la carezza rude del vento le rende più sane, meno vulnerabili all’attacco degli acari, golosi della loro linfa. Continue Reading →

Rose

Le rose sono l’orgoglio dei bei giardini e potrebbero rappresentare un simbolo degli scambi tra culture, che nel caso specifico procedono per ibridazioni e innesti. Dal 1820 in poi questo fiore è diventato il protagonista di variazioni sempre nuove e bellissime, partendo da esemplari che avevano già condiviso con l’uomo millenni di storia, in Cina come in Europa. Le rose non vengono create solo dai vivaisti, anche le ricamatrici danno il loro contributo, rivelando una spiccata preferenza per le grandi corolle rosa, con petali che si dispongono armoniosamente, non ancora del tutto dischiusi.

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Davide e Golia

Laura scatta fotografie ai nostri fiori, che, come i bambini, sono talmente belli che non ci si stanca mai di cogliere il loro sbocciare alla vita. Il nostro bosco è stato gravemente danneggiato dall’ultima neve, noi abbiamo un gran daffare per tagliare i tronchi di alberi divelti. Sono dei giganti ma siamo tenaci, l’impresa non ci scoraggia. I fiori cresciuti su steli esili, si sono dimostrati meno vulnerabili, ancora una volta Davide vince su Golia.

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Fiori recisi

Per la prima volta un grande ramo di ciliegio riempie dei suoi fiori la nostra stanza. Migliaia di corolle sprigionano un soave splendore, l’acqua del vaso le nutre, ma non giungeranno mai a trasformarsi in frutti, bacche piccole e insignificanti: il nostro è un ciliegio giapponese. Noi amiamo che la natura segua il suo corso e non abbiamo mai reciso i gambi, non un giacinto o un narciso hanno lasciato il nostro prato. Continue Reading →

Pioggia

È stato un inverno caldo, poca neve sulle vette può essere il preludio ad una primavera con torrenti e fiumi troppo esili per irrigare la pianura. Il fine settimana scorso è stato caratterizzato dalla pioggia, una pioggia battente e continua che ha gonfiato d’acqua la terra, mentre mille rigagnoli nelle strade e nei campi confluivano tra loro, scorrendo rapidi.

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Calicanto

Cristina è rimasta delusa: passando accanto a un grande cespuglio fiorito, miracolo dell’inverno, non ha avvertito nessun profumo. I fiorellini, di un giallo discreto, ambrato, sono poco appariscenti, ma il loro profumo è meraviglioso. Dovrebbe essere meraviglioso. Non oggi, come mai? La prima ipotesi è che l’olfatto non funzioni a dovere, per il raffreddore o per una delle misteriose insidie dell’età. Non è così, lasciando il grande giardino e addentrandosi tra le case il suo naso viene investito dall’odore forte e aromatico della cucina bengalese. E allora? Continue Reading →

Semi e lane

Abbiamo cominciato raccogliendo nei campi i semi delle aquilegie blu o violette, poi dai giardini di Mestre sono arrivate varietà coltivate bianche e rosa. A Funes il clima è ideale e i minuscoli grani neri e lucidi hanno trovato il terreno adatto a loro. Quest’anno abbiamo preparato piccole aiuole per ospitare i semi di salvie colorate, rosse e blu, dai giardini pubblici vengono anche pannocchiette che abbiamo raccolto senza sapere da quali fiori siano maturate, si vedrà.

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Inizio inverno

È l’ultimo fine settimana dell’anno che passiamo in montagna. Dopo un pomeriggio di pioggia ci addormentiamo grazie al calore della borsa di acqua calda e la mattina di domenica, insolitamente bella, ci offre lo spettacolo delle cime bianche della prima neve e dei boschi in quota spolverati di brina. Dobbiamo svuotare i tubi dell’acqua, verrebbero rotti dal ghiaccio, e ripulire la dispensa da cibi dimenticati sullo scaffale. Continue Reading →

Fuori stagione

Che noi si sia ecologisti o meno, condividiamo tutti uno strisciante e pervasivo timore per le sorti del pianeta e spiamo ogni stranezza vegetale come un segno di squilibrio. Però chi è amico della natura sente che la natura gli è amica, e noi, quando siamo nella casetta di montagna, ci sentiamo circondate da un’armonia che ci viene dal cuore. Continue Reading →

Frutti di fine estate

Gli alberi sono ancora tutti verdi ma qualcosa rosseggia tra le foglie dei meli: pomi tondi, dolcissimi, che piegano i rami verso terra. Anticipano i colori dell’autunno e invitano a compiere quel gesto che è costato ad Eva la cacciata dal Paradiso terrestre. Noi ci accontentiamo di raccogliere i frutti che, rotolando, sono finiti sulla strada, terra di nessuno: li mettiamo nel forno della cucina economica che li caramella per bene. Continue Reading →

Provviste

Se vedete spuntare una piantina di noce dalle misteriose origini, dato che non c’è nessun pendio che possa aver allontanato il seme dalla pianta madre e nemmeno il vento e gli uccelli avrebbero potuto trovare la forza per accollarsi un simile trasposto, pensate ai nostri animaletti di campagna che diffondono con saggezza le piante per loro commestibili. Continue Reading →