Una miniera

Molto spesso i venditori di vecchi stracci cercano di ottenere un buon guadagno da merce appallottolata, strappata e macchiata e Cristina è rimasta meravigliata quando alla sua proposta: “questo a un euro!”, ha ricevuto un cenno di assenso, accompagnato da un’espressione di perplessità. La tovaglia in oggetto, grande, di lino finissimo, candida e intarsiata di pizzi pregiati infatti era talmente sbrindellata da poter interessare solo a chi intendesse introdurla nella scena del crimine in un film dell’orrore.
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Navigare in un cassetto

Mettiamo che una ricamatrice cinese di tanti e tanti anni fa decida di inventarsi un veliero. Il punto croce consente di definire anche i minimi particolari: le navi hanno un sacco di vele per far volare la fantasia, hanno il castello di poppa, il cassero e tante altre strutture troppo complicate, meglio inserire sul ponte una casetta, identica a quelle che disegnano i bambini. Anche la polena è troppo complicata, è meglio raffigurare una faccia sorridente, così serena che potrebbe convincere le onde e le tempeste a placarsi. Continue Reading →

Insetti

Non ci dispiacerebbe se sui nostri lini profumati si posasse una farfalla, ma gli altri insettini non sarebbero presenze gradite. C’è però chi rimane ancora affascinata da quei mostriciattoli che con zampette ruvide scalano le montagne e riescono a raggiungerci tra le lenzuola. Sono tenaci e coraggiosi, non hanno bei colori, ma il più delle volte sono innocui e, perché no, simpatici, tanto da averne nostalgia, come si ha nostalgia dell’estate che il porta con sé. Continue Reading →

Una bella toppa

A volte ai mercatini si incontrano ricami strani, spesso ci immaginiamo siano opera di principianti o di bambine, fantasiose e pasticcione. Il nostro ultimo acquisto ci ha dato molto da pensare: su una tovaglietta ricamata in modo impeccabile con un filo beige sfumato sono stati applicati ad ogni angolo ciondoli lavorati a punto basso all’uncinetto, mentre al centro è stata aggiunta una toppa dai contorni irregolari: tutto molto colorato e assolutamente inadatto a completare un lavoro pregevole così com’era, anche se un po’ scialbo. Continue Reading →

Colori e confini

Oggi, come un tempo, può succedere che la tinta di un tessuto dilaghi nel corso del bucato e cambi il colore di mutande, canottiere, camicie e strofinacci. Esiste un foglietto di carta capace di acchiappare il colore, ne è avido a tal punto che la biancheria rimane bianca, mentre lui si colora intensamente e va per questo menzionato tra le dieci migliori invenzioni dell’ultimo secolo. A volte i ricami antichi sono circondati da un debole alone, i fili hanno dato vita a disegni raffinati e precisi nei loro contorni, ma poi sono sconfinati sulla tela con gran delusione di colei che li riteneva dei sicuri alleati, docili strumenti della sua creatività. Continue Reading →

Guanciali

Se dormire tra due guanciali assicurasse sogni d’oro, noi potremmo passare in tranquillità il resto dei nostri giorni: abbiamo acquistato al mercatino l’ennesimo paio di fodere con impeccabili orli a giorno e cifre ricamate. Chissà perché si chiama orlo a giorno, dal momento che è stato usato soprattutto per rifinire la biancheria da letto, probabilmente perché la finezza dell’esecuzione richiede occhi buoni e la luce del sole. Continue Reading →

Mondo quadrettato

Il punto croce era importante nell’educazione delle fanciulle: rendeva il mondo quadrettato, scomposto in tanti punti di colore che bisognava riprodurre con assoluta fedeltà. Docilità, pazienza e obbedienza venivano veicolati da schemi arabescati, che si rivelavano semplici a chi decidesse di contare, riga dopo riga, facendo attenzione a non perdere il segno. Si aveva un po’ nostalgia di quegli scarabocchi a spirale, di quei grovigli di linee che nella primissima infanzia rappresentavano ai nostri occhi gli oggetti più disparati ma, una volta realizzato che l’arte astratta richiedeva percorsi ben più complessi, ci si rassegnava a copiare, con l’approvazione di tutti gli adulti. Continue Reading →

Uno sfondo

Certi pizzi hanno la perfezione dei fiocchi di neve: bianchi, aerei, imprigionano foglie e fiori in un’atmosfera di ghiaccio. A noi piacciono molto, questo è ovvio, meno ovvio è decidere cosa farne. Non siamo in grado di incastonarli in tende o tovaglie e poi, dopo aver resistito per decenni conservando il loro candore, non meritano di subire l’insulto di macchie di tutti i colori o di andare incontro ad una fine impercettibile ma progressiva, venendo ingrigiti nel giro di pochi mesi dall’inquinamento atmosferico. Continue Reading →

Primi libri

Laura sta preparando un libro per un bimbo molto, molto piccolo. Di stoffa morbida e profumata, può venir leccato ed è perfettamente in grado di affrontare i primi dentini: ogni oggetto è infatti una simpatica scoperta da rosicchiare. Cosa vedono gli occhi di un bimbo? Prima di tutto le proprie mani che si muovono in continuazione, afferrano tutto come animaletti curiosi. Quando gettano qualcosa per terra, non finiscono anch’esse sul pavimento, non rotolano via per nascondersi alla visuale. Restano al loro posto, pronte a scaraventare giù qualcos’altro. È un piacere avere due manine, prima a poi diventeranno obbedienti e sfoglieranno il libro, toccheranno le delicate immagini ricamate da Laura con pazienza, all’inizio è più divertente farlo precipitare dal seggiolone. Continue Reading →

A macchina

Un tempo la macchina da cucire suscitò grandi entusiasmi. Permetteva alle donne di conciliare i doveri domestici con il lavoro pagato e rendeva tutto più veloce. Che noi si stia facendo marcia indietro e si tenti di rallentare tornando all’artigianato è un sintomo di quella malattia che ci fa girare in tondo come trottole, senza farci percepire l’orgoglio di ottenere nella professione e nella vita privata risultati importanti. Stiamo combattendo una battaglia probabilmente persa in partenza, ma ne vale comunque la pena: i nostri manufatti, anche se meno precisi e tecnicamente perfetti dei ricami delle nostre nonne, hanno grazia, freschezza, in un’esplosione di forme e di colori. Continue Reading →

Prima colazione

Amiamo quegli ingenui ricami che, destinati ad abbellire la cucina, ne riproducono gli oggetti: tazzine, bricchi per il latte, zuccheriere, chi più ne ha più ne metta. Suggerimento: non uscite mai dall’ambiente più intimo e familiare della casa, dedicate tutto il tempo necessario alla vostra prima colazione. Sembrerebbe semplice, ma se dovete uscire alle sei di mattina per andare a lavorare, bevete il caffè in piedi, davanti al lavello, così lasciate tutto in ordine, la tazza è sciacquata, le poche briciole sono state spazzate via, ingenerosamente negate alle formiche che vivrebbero volentieri con voi, se il pavimento non venisse regolarmente deterso e igienizzato, come raccomandato dalla pubblicità. Continue Reading →

Via dei Matti n. 0

Una sciarpa tarlata che destino può avere? La lana è bella, il nero il rosso e il verde sono ancora vivi, possiamo uccidere il colore? Così abbiamo chiamato in rinforzo altri colori, vivaci, allegri, abbiamo lavorato con tanti gomitolini e, abbiamo proceduto, mattone dopo mattone, facilitate dalla quadrettatura del tessuto. Continue Reading →

Album per ricamatrici

Ci sono tessuti, come la tela Aida o il lino a trama grossa, che si prestano bene ai ricami con fili contati. Richiedono pazienza e precisione, è utile usare il telaio perchè il lavoro si mantenga ben teso. Esistono migliaia di proposte di schemi, composti da quadratini di tanti colori, quanti sono le matassine di cotone o di lana. Usando il computer si può quadrettare qualsiasi immagine, il risultato assomiglia molto ad una fotografia, ma è in gioco più la costanza e la pazienza che l’abilità o la creatività. Continue Reading →

In ricordo

Una tovaglietta ricamata era un tempo un ricordo di viaggio, come oggi non ce ne sono più. Non solo è sempre più rara la certezza di acquistare un prodotto artigianale, ma è anche probabile che pizzi, centrini e tovaglie vengano realizzati in remote regioni dell’Asia: Cina, Taiwan, Corea, per essere proposti come esempi di tradizione locale. Era molto più bello quando il viaggiatore poteva pensare che la gondoletta ricamata fosse opera della ragazza sorridente che incontrava per le calli, o di una delle donne avvolte in pesanti scialli neri che lavoravano sedute accanto alla soglia di casa. Continue Reading →

Ricami e strappi

Una legge generale da accettare, volendo collezionare antichi pizzi e lini, è che più sontuosi sono i ricami, più grandi sono i buchi e gli strappi che richiedono complicati restauri, a volte del tutto impossibili. Le tele più preziose, invece di essere conservate come cimeli, venivano usate nella vita di tutti i giorni, abitudine che probabilmente denotava una larghezza di mezzi, mentre i corredi che restavano prudentemente nell’armadio erano destinati a venir tramandati alle future generazioni, a noi appunto, che dopo cent’anni ci impegniamo a trattarli con il massimo rispetto. Continue Reading →

Canovacci

I canovacci bianchi hanno una lunga vita, alcuni di lino o di cotone morbidissimo andrebbero riservati ad i bicchieri di cristallo, per farli brillare senza più pallide goccioline di calcare. Tollerano la varechina, splendono al sole ed è un peccato strapazzarli come fossero stracci. Molti recano iniziali, che non sono le nostre, ma ci rendono consapevoli che non sono oggetti anonimi, hanno ciascuno una sua delicata tessitura. Noi preferiamo le lettere rosse, spiccano come piccoli fiori, tanti invece hanno cifre che non si fanno notare, non per questo ricamate con punti meno fitti o precisi. Continue Reading →

Guardiana di oche

Amiamo molto i ricami a punto erba, sembrano tracciati a matita e sono molto studiati, i soggetti sono sempre disegnati con garbo. La tendina con la guardiana delle oche ci mette allegria, soprattutto quando i raggi del sole la attraversano per dare alla stanza una bella luce bianca e soffusa. Lei viene da un passato ormai mitico, è la contadinella soave che conosce gli animali, la campagna e percorre sentieri sicuri in un mondo silenzioso dove corrono libere le sue fantasie. Continue Reading →

Primizia

Per il primo anno il ciliegio ha dato i suoi frutti. È già uno spilungone: le ciliegie che stanno maturando sui rami più alti sono irraggiungibili, l’albero è giovane e delicato, impossibile da scalare. Qualche mazzetto rosseggia anche ai piani bassi, ma siamo in competizione con un esercito di formiche, e anche gli uccelli vogliono la loro parte. Continue Reading →

Freddo e fiori

È tornato il freddo e noi siamo tornate ai nostri maglioni pesanti. Laura non per questo ha rinunciato ad un clima interiore mite e primaverile: sullo sfondo anonimo del più comune dei punti a maglia, sono fiorite corolle sgargianti in gran quantità. Il cielo grigio, con sfumature plumbee, induce Cristina alla massima austerità del nero: le sta bene, i capelli bianchi hanno una loro luce, ma ammira la sorella che ha il coraggio di sfoggiare colori vivaci, esibendo un ricamo che ha tutta l’ingenuità dei lavori di una volta, quando non eravamo ancora invasi da una miriade di immagini, da una cornucopia di specie botaniche. Continue Reading →

Caleidoscopio

Il patchwork richiede pazienza, ma quando vediamo una stoffa, più stoffe che promettono di comporre geometrie nuove, troviamo tempo e modo di realizzare l’opera. Preferiamo cucire a mano, la lentezza dell’esecuzione aumenta il fascino del lavoro, punto dopo punto, la nostra pazienza rimane nascosta nel rovescio, sotto la fodera o l’impuntura. Abbiamo realizzato tovaglie che da decenni ci fanno compagnia, sempre presenti nel salotto, a coprire tavoli che solo raramente vengono apparecchiati. Continue Reading →