Chicchere e piattini

L’esercito della salvezza e l’associazione che si occupa dei senzatetto hanno bisogno di noi. Noi non dovremmo avere bisogno di altre tazze da tè, le nostre, ben riposte sulle mensole, dormono sonni tranquilli: è sempre più difficile avere l’occasione di conversare con le amiche e anche quando noi sorelle siamo insieme beviamo il caffè nelle solite tazzine bianche senza piattino (mai bevuto un tè, se non in occasione di un paio di episodi di assideramento in montagna). Però fare i regali di Natale e di compleanno è doveroso e se aggiungiamo a questo il dovere di aiutare le associazioni benefiche ci sentiamo del tutto autorizzate a dotarci di ulteriori splendidi esemplari di porcellane, se non antiche, almeno vecchie.

Cristina, assecondando uno dei suoi rari impulsi egoistici, ha tenuto per sé tre tazze cinesi e vi ha piantato, ancora un anno fa, germogli di falangio (Chlorophitum comosum), che ha distanza di un anno stanno benissimo, quindi è lecito dedurre che siano molto contenti di vivere nel pugnetto di terra che quegli insoliti vasi possono contenere.

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