Dote

Una volta per le giovinette si preparava la dote: lenzuola di lino ricamate, tovaglie di fiandra e le madri perdevano, ricamando bianco su bianco, quegli occhi che avrebbero copiosamente pianto il gran giorno delle nozze.

Purtroppo noi non ci sentiamo incoraggiate a preparare il corredo per Giulia: mamma, zia e nonna non mancano di scambiarsi uno sguardo eloquente quando la vedono abbigliata con vestiti sì carini e a volte persino romantici, ma quasi mai in fibre naturali. La fanciulla sintetico-vestita è incurante della freschezza del lino, della morbidezza della lana, dello splendore della seta e come ultima cosa al mondo desidererebbe un asciugamano con frange da sbrogliare con pazienza. Laura immagina di farle la dote a modo suo, vendendo migliaia di bambole per comperarle un castello, il castello dei sogni ove vivere felice e contenta insieme al principe azzurro. Oggi, come ieri, alle mamme fa uno strano effetto pensare che le loro bambine un giorno o l’altro andranno in spose.

What Others Are Saying

  1. Graziella Aitala Set 14, 2012 at 07:56

    Anni fa, ebbi modo di vedere un Corredo di una famiglia nobile napoletana e rammento delle lenzuola principesche come queste! Qualcosa ho ereditato anch’ io, soprattutto fasce e camicie da notte, segno di grazia ed armonia inequivocabili che andrebbero assolutamente recuperate. Complimenti!

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