Fine febbraio

A Venezia si comincia a respirare aria di primavera, grazie a una brezza che si rafforza in refoli di vento. Laura aspetta una mattina particolare, quando all’alba il sole si infila tra la cupola della chiesa della Salute e il suo campanile. La visione è in controluce, nera di ombra, ma il sole sprigiona bagliori rosso-arancio. Il punto da dove lei osserva più volentieri il panorama è il ponte dell’Accademia, nel cuore della città, ma c’è già un sentore di mare aperto, a volte si intravedono le sagome imponenti delle grandi navi.

I veneziani le detestano, sono già insofferenti per le invasioni di turisti che arrivano dalla terra ferma, ma vederli padroni del mare, permettere loro di guardare le nostre case, i nostri antichi palazzi dall’alto in basso, questo proprio è difficile da accettare. Il moto ondoso nuoce alle rive, la laguna vorrebbe restare tranquilla, accarezzata dalla pancia piatta delle sue barche a remi.

Alba di febbraio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.