Freddo e fiori

È tornato il freddo e noi siamo tornate ai nostri maglioni pesanti. Laura non per questo ha rinunciato ad un clima interiore mite e primaverile: sullo sfondo anonimo del più comune dei punti a maglia, sono fiorite corolle sgargianti in gran quantità. Il cielo grigio, con sfumature plumbee, induce Cristina alla massima austerità del nero: le sta bene, i capelli bianchi hanno una loro luce, ma ammira la sorella che ha il coraggio di sfoggiare colori vivaci, esibendo un ricamo che ha tutta l’ingenuità dei lavori di una volta, quando non eravamo ancora invasi da una miriade di immagini, da una cornucopia di specie botaniche.

Basta un clik per visualizzare al computer qualche migliaio di varietà di rose, antiche e moderne, o piante esotiche e rare in abbondanza. Non per questo le ricamatrici debbono scoraggiarsi: le loro margherite, nate con pazienza, petalo dopo petalo, promettono un amore non afflitto da quei dubbi che fanno sfogliare il povero fiore pronunciando la formula magica: “m’ama o non m’ama?”. Alla fine si ottiene solo un misero bottoncino giallo che, privato della sua fitta corona, avrebbe motivo di lamentarsi dell’egoismo delle anime in pena.

Fiori di lana

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