Funghi

Da qualche anno Laura ha sviluppato una forma di intolleranza ai funghi: per due volte ha avuto più o meno i sintomi di un avvelenamento sebbene nel suo piatto ci fossero stati solo degli inconfondibili chiodini. Avendo dovuto rinunciare al suo piatto preferito, non si aggira più per il bosco con il cestino, ma con la macchina fotografica e nuovo entusiasmo.

Come sempre ha contagiato Cristina che abbandonata la distinzione manichea tra buoni e cattivi, si commuove per la bellezza di tutti i funghi che a migliaia spuntano nel loro ettaro di bosco. Non ne esistono di brutti, anche se gli esemplari vecchi perdono le loro tinte delicate, la loro pelle di seta, e sembrano tornare alla terra sciogliendosi un una viscida poltiglia: nati in un mattino di pioggia si accontentano dei pochi giorni che la natura ha per loro fissato. In linea di massima non amano il sole, se ne stanno acquattati nel sottobosco, non fa ancora freddo e le prime foglie che cadono tatuano a volte il loro contorno sulla morbida superficie della cappella. Le due sorelle sono del tutto soddisfatte delle fotografie, che senza sradicare nulla, consentono di possedere a lungo il ricordo di quelle meravigliose creature, un possesso che non pretende più di disporre della loro vita.

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