Nani da giardino

Una leggenda metropolitana vuole che esistesse un’organizzazione clandestina dedicata alla liberazione del nano da giardino e molti proprietari erano ossessionati dall’ipotesi di un rapimento. Nel film Il favoloso mondo di Amélie, un nano lascia il suo tranquillo orticello per girare il mondo riuscendo finalmente a convincere il suo non più giovane proprietario a riprendere in mano la propria vita e a fare altrettanto.

Il 94% della popolazione non è in grado di ricordare il nome di tutti i sette nani e un segno preoccupante dei tempi è che ben il 27% si ferma dopo i primi tre. Un altro segno dei tempi, che mette in serio pericolo il nostro rapporto con i nani, è l’invasione del nano di plastica cinese: guardatelo bene, non è facile capire cos’abbia che non va. Non è un vero nano, oppure è troppo nano, non nel senso di essere troppo basso, il troppo sta a indicare una ridondanza, qualcosa di eccessivo e teatrale nella rappresentazione, così come eccessivamente celesti appaiono i Cristi risorti made in China, circondati da nuvole fluttuanti e empiree iridescenze.

Se volete ricamare i nani classicamente dovete ricamarne sette, sola eccezione a questa regola è rappresentata dal nano barbuto e solitario, quasi uno gnomo, ed è d’obbligo farlo sedere su un fungo Ammanita muscaria.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.