Natura

La siesta in montagna consente un sonno leggero, c’è l’abbaiare dei cani, a volte lontano a volte vicino, il rumore insistente dei tagliaerba che riesce a percorrere grandi distanze e poi c’è il ronzare degli insetti o la sensazione tattile che qualche Lillipuziano stia esplorando il nostro braccio, per lui un vasta landa provvista di scarsa vegetazione, radi fili di un’erba che noi chiamiamo peli. Sono rumori che a volte ci indispettiscono, alcuni calabroni sono degli elicotteri in miniatura,  c’è anche chi si avvicina con cattive intenzioni, maledette zanzare, figlie del verde e della pioggia.

Ci sarebbe poi da indagare sui gusti delle mosche: perché si sono posate a decine sul lavoro all’uncinetto? Alcuni patiti dell’ecologia fanno la carta con la cacca di elefante, ma non abbiamo motivo di dubitare che il nostro filato sia lana e seta come dichiarato sulla fascetta. Forse le mosche ne amano il colore: diverse sfumature di viola. Osservando da vicino il verde o il blu metallico dei loro corpi bisogna dire che sono proprio meravigliose.

Mosche

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