Nebbia e mimose

Sono diventati sempre più rari i giorni di nebbia fitta, quando il cielo e il mare si dissolvono nel grigio e sembra di essere nel nulla, i rumori giungono ovattati e i battelli emettono cupi avvertimenti: navigare diviene pericoloso e senza radar si rischia la collisione. Ai veneziani la nebbia un po’ piace, avvolge, rende intima la città: si vedono meno i colori sgargianti, i cumuli di cianfrusaglie che una volta si chiamavano “ricordini” e oggi si comprano senza nemmeno pensarci su un istante, non ricordano nulla e nemmeno servono a qualcosa. Si vedono meno anche i turisti, persi in una magica dissolvenza.

L’inverno porta ancora una cappa di umidità, una leggera foschia che rende opache le case e le fa sembrare più alte, con i tetti e i comignoli che si perdono in un cielo lattiginoso. Ma non c’è monotonia, camminiamo aspettandoci qualche sorpresa, in qualche angolo troviamo gattoni pigri, dai muri dei giardini, che di solito sono piccoli piccoli, traboccano edere e altri rampicanti. Non ci saremo aspettate di vedere una mimosa in fiore, perfettamente ambientata nel grigiore dell’inverno, evidentemente a Venezia la festa della donna, delle donne, arriva ben prima dell’otto marzo.

Mimosa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.