Ora solare

Quando eravamo bambine avevamo un sonno molto pesante e la sveglia del mattino ci avvertiva di quanto sarebbe stato faticoso diventare grandi. Imploravamo qualche minutino in più tra le coperte in un calduccio che adesso non avvertiamo più. Solo la montagna, col fuoco ardente del camino e qualche spiffero di freddo che fa desiderare il soffice piumone, ci regala il sonno della prima infanzia.

Al ritorno dell’ora solare abbiamo dormito per un tempo lunghissimo, quasi che lo spiovente del tetto creasse una protezione speciale e tutto il legno che avvolge la stanza appartenesse ancora ad una natura viva ed ospitale. Abbiamo dormito come i ghiri, forse un po’ meno di loro: l’autunno li rende silenziosi, immersi nel tranquillo letargo.

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