Bambole in libertà

Laura e Cristina amano condividere con le amiche le loro passioni: il lavoro artigianale e la lettura. Si sono formati, con impegno ma anche con una certa spontaneità gruppi rigorosamente al femminile, senza però che si sia decisa nessuna esclusione: mariti, fratelli, figli, conoscenti ed amici non si sognano nemmeno di immergersi in atmosfere tutte rosa. Tra noi il rosa è il colore dell’ottimismo e della condivisione. Ieri le bambole di Laura hanno goduto di un pomeriggio di libertà, sfuggendo a quella reclusione resa necessaria dalla loro tendenza a invadere tutti gli spazi di casa (sono tante!) e hanno partecipato a un pomeriggio con le amiche, celebrate dal libro che Cristina ha scritto per loro. Continue Reading →

La strada del bosco

Laura ha una predilezione per Cappuccetto Rosso, la bimba che ha il coraggio di scegliere la strada del bosco, che come San Francesco parla col lupo e che fa le domande giuste di fronte a una nonna con le mani troppo grandi, gli occhi troppo grandi e soprattutto una bocca troppo grande. Viene salvata dal cacciatore, un buon papà che invece di inoltrarsi nel bosco alla ricerca di cinghiali e lepri, si preoccupa per una vecchietta che vive sola. È un po’ paradossale che chi si caccia nei guai abbia bisogno di un cacciatore per uscirne, e soprattutto che per evitare che l’esperienza si ripeta, debba promettere di diventare ubbidiente. Quando mai! Continue Reading →

I colori del vetro

Visitare una vetreria a Murano stimola la curiosità, se poi si tratta di una vecchia fabbrica e vi è una gran quantità di materiale non più utilizzato, si scatena anche la fantasia. Cosa potremmo fare di tutte le bellissime bacchette di vetro colorato? A Laura sono parse doppiamente preziose, come cimeli di un passato artigiano e come possibile base per ardite sperimentazioni. Così ha lasciato la vetreria con un gran saccchetto di perle, ma la vista di tanto vetro semilavorato ha risvegliato il suo animo di artista. Continue Reading →

Come una ghianda

Amiamo i cartoni animati, non sono solo per bambini: quando abbiamo visto in “L’era glaciale” quel buffo essere simile ad una volpe rimanere incantato davanti ad una ghianda, ci siamo immedesimate in lui. Ha tutta l’aria di essere un carnivoro, che significato potrà dunque avere un’attrazione così forte per qualcosa che non è cibo? L’istinto non gli suggerisce di azzannarlo, di incorporarlo, ma solo di abbracciarlo. Nel nostro mondo affettivo la ghianda è il gomitolone, quello grande, compatto, sostanzioso, raro da trovarsi sullo scaffale degli avanzi di tessitura. Cristina ne ha comprato uno immenso, un filo marron cangiante, infinito. Continue Reading →

Bianco d’inverno

Cristina è freddolosa, Laura trova il salotto troppo riscaldato, è d’accordo di proteggersi dalle temperature più rigide, ma non ama il caldo soffocante, tipo serra per piante tropicali. I loro lavori invernali sono in lana e nulla le affascina di più dei filati colorati. Eppure il colore dell’inverno è il bianco: bianca la neve, bianche lepri, volpi e oche artiche, bianchi i poli e i ghiacciai. Cristina è meravigliata che alcune piante amino il freddo, è evidente che non lo affrontano come un disagio da superare, magari perdendo le foglie e sprofondando nel sonno, a loro il freddo piace, altrimenti i nostri ellebori non fiorirebbero a dicembre. Continue Reading →

Una donazione

Oggi tutte noi tendiamo ad accumulare una quantità di lane, fili e stoffe tale da garantirci di lavorare con impegno e costanza per i prossimi mille anni. Un bel gomitolo non si lascia in negozio: ci fa espressa richiesta di venire con noi. Poche amanti dell’uncinetto o dei ferri sono insensibili a questo richiamo. Le nostre mamme e le nostre nonne erano molto più parsimoniose ma, dal momento che per loro confezionare maglioni, sciarpe e corredini era più una necessità che un passatempo, avevano comunque una bella collezione di ferri, spagnolette, uova di legno, telai e gomitoli. Continue Reading →

Via dei Matti n. 0

Una sciarpa tarlata che destino può avere? La lana è bella, il nero il rosso e il verde sono ancora vivi, possiamo uccidere il colore? Così abbiamo chiamato in rinforzo altri colori, vivaci, allegri, abbiamo lavorato con tanti gomitolini e, abbiamo proceduto, mattone dopo mattone, facilitate dalla quadrettatura del tessuto. Continue Reading →

Album per ricamatrici

Ci sono tessuti, come la tela Aida o il lino a trama grossa, che si prestano bene ai ricami con fili contati. Richiedono pazienza e precisione, è utile usare il telaio perchè il lavoro si mantenga ben teso. Esistono migliaia di proposte di schemi, composti da quadratini di tanti colori, quanti sono le matassine di cotone o di lana. Usando il computer si può quadrettare qualsiasi immagine, il risultato assomiglia molto ad una fotografia, ma è in gioco più la costanza e la pazienza che l’abilità o la creatività. Continue Reading →

In ricordo

Una tovaglietta ricamata era un tempo un ricordo di viaggio, come oggi non ce ne sono più. Non solo è sempre più rara la certezza di acquistare un prodotto artigianale, ma è anche probabile che pizzi, centrini e tovaglie vengano realizzati in remote regioni dell’Asia: Cina, Taiwan, Corea, per essere proposti come esempi di tradizione locale. Era molto più bello quando il viaggiatore poteva pensare che la gondoletta ricamata fosse opera della ragazza sorridente che incontrava per le calli, o di una delle donne avvolte in pesanti scialli neri che lavoravano sedute accanto alla soglia di casa. Continue Reading →

Riflessi

Dovrebbe essere vietatissimo scrivere sui muri, una buona educazione, quella di una volta che prevedeva una sculacciata di fronte all’evidenze di danneggiamenti gravi, dovrebbe dissuadere i bimbi, da i tre anni in su, dall’estemporaneo progetto di affrescare le pareti di casa. Purtroppo, per non si sa bene quale defaillance della suddetta educazione, esiste un gran numero di giovani che imbrattano le case altrui, le staccionate, le pareti di cemento di sottopassi e cavalcavia. Continue Reading →

Inizio autunno

A fine estate abbiamo il desiderio che l’autunno ci porti nel bosco i suoi doni, in quel continuo gioco di mutazioni che sorprende senza annoiane mai. Mentre per avere i crochi in primavera abbiamo dovuto interrare molti bulbi, con annate a volte avare di fiori, i colchici sono arrivati da soli, allietando il giallo delle stoppie, hanno steli corti e non temono il vento. Continue Reading →

Ricami e strappi

Una legge generale da accettare, volendo collezionare antichi pizzi e lini, è che più sontuosi sono i ricami, più grandi sono i buchi e gli strappi che richiedono complicati restauri, a volte del tutto impossibili. Le tele più preziose, invece di essere conservate come cimeli, venivano usate nella vita di tutti i giorni, abitudine che probabilmente denotava una larghezza di mezzi, mentre i corredi che restavano prudentemente nell’armadio erano destinati a venir tramandati alle future generazioni, a noi appunto, che dopo cent’anni ci impegniamo a trattarli con il massimo rispetto. Continue Reading →

Una vasca pulita

Sarebbe corretto dire che la vasca, un vecchio abbeveratoio, è sporca, così la avrebbero definita cinquant’anni fa quando l’acqua era limpida e le mucche vi intingevano il muso. A noi sembra bellissima e pulita, per il semplice motivo che non contiene oggetti di plastica: sacchetti, bicchieri o tappi, né vi galleggiano carte e cartacce macerate e il fondo non è disseminato da lattine, nemmeno da quelle rese quasi invisibili dalle incrostazioni di alghe. Continue Reading →

Canovacci

I canovacci bianchi hanno una lunga vita, alcuni di lino o di cotone morbidissimo andrebbero riservati ad i bicchieri di cristallo, per farli brillare senza più pallide goccioline di calcare. Tollerano la varechina, splendono al sole ed è un peccato strapazzarli come fossero stracci. Molti recano iniziali, che non sono le nostre, ma ci rendono consapevoli che non sono oggetti anonimi, hanno ciascuno una sua delicata tessitura. Noi preferiamo le lettere rosse, spiccano come piccoli fiori, tanti invece hanno cifre che non si fanno notare, non per questo ricamate con punti meno fitti o precisi. Continue Reading →

Collane

Laura si sta dedicando a infilar perle per fare collane, lavorando all’uncinetto sete lucide e sottili. I fili sono morbidi e una semplice catenella garantisce che i piccoli cristalli dello stesso colore siano ben distanziati. Una spagnoletta è sufficiente per tre o quattro giri, se poi si abbinano più collane il risultato è allegro ed elegante. Sui leggeri vestiti estivi le perline scivolano leggere come goccioline d’acqua, formando lucide cascatelle. Continue Reading →

Murrine all’uncinetto

Fare un centrino può, a livello simbolico, avere tante implicazioni, consce e inconsce. È sperare che il tempo dei centrini non sia del tutto tramontato: soprammobili (inutili) si fanno ammirare su arabeschi di pizzo, bianchi e tondi come atolli corallini (coronamento dell’inutile). È divertirsi usando fili sottilissimi e disegni complicati, senza dover esercitasi nella pazienza di Penelope: i centrini sono piccoli. È reinventare una cosa che la tradizione ripropone secondo schemi collaudati, allora l’ambizione è di fare il centrino unico, ma non irripetibile, potrebbero nascerne tanti uguali per inaugurare un filone nuovo. Continue Reading →

Guardiana di oche

Amiamo molto i ricami a punto erba, sembrano tracciati a matita e sono molto studiati, i soggetti sono sempre disegnati con garbo. La tendina con la guardiana delle oche ci mette allegria, soprattutto quando i raggi del sole la attraversano per dare alla stanza una bella luce bianca e soffusa. Lei viene da un passato ormai mitico, è la contadinella soave che conosce gli animali, la campagna e percorre sentieri sicuri in un mondo silenzioso dove corrono libere le sue fantasie. Continue Reading →

Due messe

Laura e Cristina non rinunceranno mai alla loro complicità, a rifiutare con un sorrisetto malizioso alcuni ammonimenti di quell’ottima educazione impartita loro durante l’infanzia. Se oggi è difficile suscitare un qualche interesse nella mente dei bambini, ai nostri tempi venivamo messe in guardia dai pericoli cui ci esponeva la nostra curiosità. Oggi non ci soffermiamo più per capire se il serpentello che abbiamo disturbato sia una vipera o un esemplare innocuo, il nostro interesse si rivolge a oggetti che non ci esporrebbero ad alcun rischio, se la sindrome dell’acquisto compulsivo non fosse stata da tempo individuata come una patologia piuttosto seria. Continue Reading →

Un cesto accettato

Non tutte le nostre azioni rispondono alla logica dell’utilità e del profitto. Cristina tanti anni fa aveva acquistato un grande cesto di vimini siciliano, con un manico solido e ben intrecciato che avrebbe potuto sostenere una decine di chili di arance. Nella casa di città era assolutamente fuori contesto, ci stava più o meno come ci sarebbe stato un asino in salotto. Ben conservato in soffitta per decine d’anni, è stato poi a lungo lucidato e impregnato d’olio paglierino, per venir abbandonato a lato del cassonetto. Continue Reading →

Frutti e fiori

Per i frutti non ci sono eccezioni: prima possiamo ammirare i fiori e poi gustare i frutti. Chi mette nell’acqua di un vaso un bel ramo di ciliegio, i cui boccioli si apriranno allietando la casa, il più delle volte non ha rinunciato a nulla: i ciliegi da fiore, orgoglio dei giardini giapponesi, non producono che bacche insignificanti, forse gradite al becco degli uccelli, ma non al nostro palato. I cuochi raffinati friggono i fiori di zucca, quelli stravaganti riservano lo stesso trattamento ai fiori acacia o preparano lo sciroppo di sambuco. Continue Reading →