Pioggia di foglie

Adriana Zarri amava il succedersi delle stagioni e nell’autunno, quando le piante  sembrano morte, vedeva una premessa di resurrezione. Per noi novembre racchiude una dolcezza speciale, un senso profondo di accettazione che trae dal brutto tempo e dal silenzio una promessa non ancora formulata. L’amore per il nostro bosco ci crea però un desiderio strano: raccogliamo mazzi di foglie gialle e rosse e vorremmo conservarle così come sono. Riempiamo vasi di foglie e bacche vermiglie, progettiamo erbari, nel rifiuto di consegnare quei piccoli capolavori della natura alla terra che li reclama come fonte di nuova vita.

La resa diventa più facile se pensiamo a quelle rose blu che i fioristi riescono a non far appassire mai. Sono e sembrano fiori veri ma quel blu dato dai coloranti tradisce un’infinita lontananza dalla vita vera. Che triste sorte per la Bella Addormentata nel Bosco se la sua teca di cristallo la conservasse per sempre e nessun principe giungesse a svegliarla con un bacio!

Sorbus e Salix

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