Pizzi

Cristina ha ricevuto in dono un bel pacchettino morbido avvolto in carta velina: un assortimento di pizzi e passamanerie, una sorpresa da assaporare lentamente ammirando la finezza di intreccio dei fili antichi. Ha deciso che la sua collezione non dormirà più tra gli allori ( sapete che i grani di pepe e le foglie di alloro proteggono la biancheria dalle tarme?), tutto verrà incorniciato e la parete della camera da letto farà da sfondo al piccolo museo.

I pizzi sono impalpabili, candide farfalle bianche che meritano uno sfondo d’oro, Cristina e Laura, che amano lavorare, non dimenticano che questi tesori provengono da abili ricamatrici, sono quasi tentate dall’affiancare ai quadri le impronte di tante mani, mani agili di donna che potrebbero lasciare impronte d’ocra sull’intonaco bianco, identiche a quelle che nelle grotte preistoriche non erano più solamente orme lasciate al proprio passaggio, ma gesti che affermavano una presenza e già promettevano opere meravigliose.

Pizzo a ferri

 

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