Senza macchia

Abbiamo una tovaglietta sulla quale sono ricamati fiori gentili, palliducci ma perfetti, sia per l’esecuzione a punto pieno, sia per l’armonia dei mazzetti, non troppo grandi, non troppo vistosi. La precedente proprietaria non l’ha mai usata, è perfetta e nemmeno noi oseremmo offrire un tè appoggiando le tazze sul candido cotone. La cerimonia dell’ospitalità non sarà una cerimonia del tè, già la nostra tovaglietta fa pensare al sol levante, allo stile giapponese, il tè è superfluo. Per festeggiare l’incontro con le nostre amiche offriremo biscotti, abbiamo tutta una chincaglieria di ciotole e alzatine, vanno benissimo e non macchiano.

Abbiamo comprato quei biscottini deliziosi incartati uno per uno, evitiamo così tanto il sapore stantio dei savoiardi della nonna, quanto le briciole sulla tovaglia, salvata da piattini  piccoli e diafani, di porcellana rigorosamente orientale. Peccato solo che la nostra abilità a trovare vie di fuga dalla realtà preveda che il perimetro delle aree protette sia più o meno della dimensione della casa di bambole che abbiamo tanto sognato da bambine per giocare alle signore. Forse giochiamo ancora perchè quella casetta non l’abbiamo mai avuta, a quei tempi tanti desideri rimanevano irrealizzati, non esisteva ancora l’Ikea.

Fiori gentilissimi

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