Tempesta

Ancora prima che arrivi la primavera inizia per noi una leggera insonnia, ci svegliamo presto e ci accorgiamo che fuori già cinguettano gli uccelli, durante il giorno proviamo una leggera ansia che ci riporta all’adolescenza, ma i tempi della vita non tornano, non del tutto.

In un piccolo giardino di Mestre una bordura di narcisi fitti fitti ci avverte che i fiori sono già sbocciati. La primavera sta scappando via…no, non è così: i narcisi non stanno appassendo, sono stati sconvolti dalla tempesta. In città vediamo fazzoletti di cielo ed è difficile accorgersi quando il vento e la pioggia diventano una vera e propria burrasca che rovina il verde che vive tra le case. Abbiamo nostalgia del mare, di un cielo che incontri senza ostacoli l’orizzonte, ma il brutto tempo affascina solo chi vive protetto e non deve affrontare i flutti. Siamo rimaste stupite di quanti rami siano stati spezzati per quel po’ di neve caduta a gennaio, meno male che pochi nidi sono andati perduti, gli uccelli se ne stanno asciutti sotto i cornicioni.

Campanile di Chioggia

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