Tronchi

Quando Cristina ha abbracciato un bagolaro ai giardini pubblici, era per insegnare a Emma la parola: tronco. Lei sembrava non averci fatto caso più di tanto, ma al ritorno dalla passeggiata, più di un’ora dopo, si era stretta allo stesso albero, senza dire nulla, seria e compresa, in un atteggiamento di ascolto. Niente parole, dava l’impressione di aver capito il significato dell’esperienza, di aver intrapreso un percorso iniziatico. Le vie della forza e della vita si trovavano evidentemente appena sotto la corteccia.

E che dire di cortecce meravigliose, a volte lisce, a volte rugose o screpolate? Gli eucalipti si sfogliano e lunghe strisce brune cadono a terra, altri alberi portano muschi, colorati licheni come fossero tatuaggi o si vestono di edera. Cristina non abbraccia mai i tronchi coperti di edera, le sembra di disturbare l’intimità tra due creature che si amano.

Tronchi

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