Una nuova favola

Laura, scienziata dei nostri tempi, porge a Cristina una scatola dal coperchio trasparente, che dimostra, più di ogni spiegazione o discorso, i progressi del suo lavoro. Sotto il vetro appare una miriade di creaturine sorridenti, tutte identiche, prova evidente dell’avvenuta clonazione di Cappuccetto Rosso. Anche i lupi si assomigliano molto tra di loro, ma il fatto è del tutto normale: sono un branco. È nei visetti umani che si palesa il miracolo dell’Identico replicato all’infinito, adesso starebbe a Cristina inventare una nuova favola per loro.

Compito arduo, riscrivere Cappuccetto Rosso in chiave plurale e Cristina decide di giocare una provocazione: “I Cappuccetti Rossi alla rivoluzione d’ottobre”. Laura non si scompone, è già tutta presa dai dettagli della rappresentazione: abbiamo i Rossi e un bel po’ di lupi della steppa, ma i Bianchi, come li facciamo?

Un'armata in scatola

 

 

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